Autunno da fotografare
di Ingrid Sommacampagna | 24 Settembre 2024Comincia una leggera brezza, i colori e la luce cambiano e le giornate si accorciano. È ora di dare il benvenuto a settembre, quando l’uomo si prepara alla vendemmia e alla semina del grano, mentre la natura si appresta al sonno dell’inverno. Immersi in quest’ultima, nelle nostre colline e in Lessinia, potremmo avere degli incontri speciali e, tra la dolcezza dei frutti autunnali e le foglie colorate, fotografare qualche animale durante le nostre passeggiate.
Durante i mesi autunnali e invernali molte creature si adattano alle rigide condizioni sviluppando abitudini e comportamenti unici per sopravvivere. Cominciano, quindi, ad attraversare il territorio per procurarsi cibo più energetico, per migrare in territori più caldi o per costruire nuove tane, facilitando così il loro avvistamento. Tra le specie più comuni nelle foreste di montagna potremmo vedere branchi di cervi e caprioli, l’Aquila reale, volpi, tassi, lepri, oppure «è facile trovare camosci e marmotte, ma l’incontro più incredibile che ho avuto è stato con un lupo mentre stava nevicando sul Carega, mi ha guardato per qualche secondo e poi è scappato» racconta Luca Giavoni, di San Giovanni Lupatoto, fotografo per passione e cultore del nostro territorio grazie alle recensioni di itinerari da lui praticati.
Incontrarli può essere emozionante, ma ci sono regolamenti regionali e comunali che stabiliscono che chi ha con sé un animale, anche se non di proprietà, è responsabile del suo controllo e della sua conduzione (Ordinanza Martini, 2013). L’obbligo del guinzaglio vale anche al di fuori dei centri abitati e a maggior ragione lo deve essere nelle vicinanze di boschi o di bestiame al pascolo; infatti, anche se l’animale ha un buon temperamento, non si può prevedere una fuga improvvisa o una corsa verso la selvaggina o altri escursionisti. Fondamentale è raccogliere gli escrementi del proprio cane anche sui sentieri di montagna perché sono veicolo di infezioni soprattutto per mustelidi e altri cani. In alcune aree protette c’è il divieto di introdursi con il cane anche se a guinzaglio per tutela della fauna selvatica ma anche per la sua incolumità, in quanto potrebbe contrarre malattie come rabbia, morbo di Aujesky (trasmesso dal cinghiale), tubercolosi (nel caso mangiassero carcasse) o cimurro. Inoltre, va tenuta una distanza di sicurezza dagli animali selvatici: è meglio non alzare la voce, non avvinarsi ai cuccioli o agli animali in letargo, non toccarli e, infine, non dare loro cibo.


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