Un sogno chiamato “emissioni nette zero”
di Redazione | 1 Giugno 2024Da pionieri a punto di riferimento per le aziende del Nord Italia. Da oltre 40 anni IPLUS offre consulenze per lo sviluppo di imprese e professionisti in diversi ambiti: da quello fiscale a quello legale e societario. Dal 2012, però, il marchio distintivo di IPLUS è diventato la consulenza in materia di sostenibilità aziendale: «Abbiamo iniziato a parlare di sostenibilità quando ancora non interessava a nessuno – spiega la co-founder di IPLUS, Beatrice Scappini -. All’epoca c’erano poche imprese che avevano avviato un percorso di sostenibilità, anche perché lo sforzo, spesso, non veniva poi ripagato dal consumatore finale. Negli anni, però, la situazione si è evoluta. Pensiamo solo al fatto che dall’anno prossimo le imprese con più di 50 milioni di fatturato dovranno avere nel bilancio economico finanziario anche informazioni di sostenibilità. Questo è quello su cui ci stiamo concentrando per poter aiutare le imprese, perché nessuno sa bene come si fa».
Diversi gli aspetti su cui IPLUS interviene in supporto alle aziende: dal reporting dei bilanci al mondo degli assessment rating ESG e non solo: «Abbiamo competenze anche nell’ambito del calcolo delle emissioni, quindi proponiamo anche percorsi di affiancamento per una transizione di decarbonizzazione ed ecologica, curiamo il mondo del welfare e le certificazioni di parità di genere. Ci occupiamo di tante cose e continuiamo a studiare» continua Scappini.
L’attenzione alla diffusione della cultura della sostenibilità è fondamentale per IPLUS, che conosce gioie e dolori del mondo “green”: «Il concetto di sostenibilità oggi viene applicata un po’ dappertutto. Da un lato è una cosa positiva che si usi questo termine in modo molto diffuso, ma bisogna stare attenti al greenwashing – spiega la co-founder di IPLUS -. L’ideale è trovare l’equilibrio tra le aree economica, sociale e ambientale, che è anche un po’ il simbolo del format di Obiettivo Sostenibilità, in cui abbiamo creduto fin dal principio: i tre cerchi che si sovrappongono».
Il futuro dell’azienda, come ci ha spiegato Beatrice, è legato a doppio filo alla sostenibilità e a quel sogno di un Europa più “verde”: «Il sogno è quello di un continente a emissioni zero, ma dovremo are un’attività diplomatica fuori dall’Europa per far capire al resto del mondo che questa è la strada giusta – conclude Scappini -. Il nostro obiettivo, come azienda, è quello di credere a questo sogno e poter affiancare le imprese per fare business senza avere impatti negativi sulle persone. Perché, se le imprese stanno bene, anche la collettività sta bene».
Guarda l’intervista



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