Come cane e gatto
di Ingrid Sommacampagna | 29 Maggio 2024In famosi cartoni animati o film, cane e gatto sono rappresentati, in maniera goliardica, in veste di cacciatore e preda, dove spesso il secondo vince prendendo in giro il primo, ma sappiamo che, nella vita reale, va prestata molta attenzione.
I due amici, per noi, comunicano il loro stato d’animo in maniera diversa e non riescono a comprendersi. Infatti, hanno personalità e linguaggi diversi dove il cane, vede la sua famiglia umana come un gruppo sociale paragonabile al branco naturale, quindi è di natura più socievole; mentre il gatto ha un’anima solitaria ed è lui a cercare le coccole solo quando le desidera. Tra le differenze comportamentali, ad esempio, il felino quando alza la coda vuole comunicare in maniera amichevole, cercando attenzioni, il cane, invece, avverte questo comportamento come un segnale di allerta o di pericolo, e quando è quest’ultimo, a muovere la coda scodinzolando, sinonimo di felicità, per il gatto è una dimostrazione di fastidio o difesa.
Non è quindi un odio atavico, ma una grande incomprensione, perché percepiscono in maniera diversa i loro reciproci movimenti corporei. Coda, orecchie e zampe sono mossi in maniera diversa a seconda delle situazioni e del proprio stato emotivo, dando ad essi diverso significato che spesso è in completa antitesi. Ad esempio, le fusa di un gatto possono essere fraintese dal cane che per sua natura è più volubile, esuberante e veloce e può scatenare aggressività nel secondo.
La convivenza è comunque possibile, con l’aiuto di un istruttore (nei casi di aggressività) oppure il passare del tempo, facendoli crescere insieme, farà la differenza, imparando così a capirsi e a percepire in maniera corretta i significati del loro reciproco linguaggio, accettando anche le differenze. È importante che in casa abbiano, nella fase iniziale di conoscenza, luoghi separati, imparando così a riconoscere il reciproco odore e a rispettare i loro privati rifugi; sono utili i cancelli per bambini che separano gli spazi e permettono solo al gatto di passare. L’incontro ravvicinato deve essere graduale, senza causare stress, lasciando che si guardino senza un contatto fisico, distraendoli con dei giochi quando la situazione rischia di cambiare. Il passo successivo sarà farli incontrare nella stessa stanza, con il cane a guinzaglio, per sicurezza, e alla fine, quando ci si sente sicuri, lasciandoli liberi ma sorvegliati. Non bisogna urlare o stressarli con sessioni di gioco intense e va fatto capire, soprattutto al cane, parte fisicamente più forte, che il micio non è un giocattolo, addestrandolo a non tormentarlo con inseguimenti e a non mangiare il suo cibo. Mai costringerli a socializzare se non vogliono, ognuno deve avere le sue ciotole di cibo ed acqua e luoghi separati per dormire, e il gatto deve avere una via di fuga sicura e sempre accessibile, magari rialzata, pianificando anche i loro reciprochi orari di libertà senza essere in contemporanea. Quando giocano insieme vanno ricompensati ma anche quando si ignorano, con lodi, bocconcini e coccole.
Un cane può essere aggressivo nei confronti dei gatti quando è frustrato dalla voglia di giocare, ha paura o ha un elevato istinto di caccia o comportamenti tipici del cane da pastore con alta reattività, oppure quando ha una reazione anomala ad una situazione normale. Anche il gatto va addestrato perché potrebbe diventare geloso ma la pazienza può premiare così da nemici potrebbero diventare conoscenti o amici per la pelle!


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