Cosa non funziona in agricoltura?
di Redazione | 4 Marzo 2024Ci sono state tensioni anche a Verona, in occasione di Fieragricola, caduta quest’anno nel mezzo delle settimane calde delle manifestazioni dei “trattori”. Le proteste degli agricoltori italiani, insieme a quelle in mezza Europa, sono state a tratti piuttosto vivaci, con blocchi di strade e caselli autostradali. Seppure il movimento non sia mai stato omogeneo, con varie correnti e organizzazione dal basso – senza il supporto delle associazioni di categoria –, le critiche alle politiche agricole europee e nazionali sono state abbastanza trasversali.
Si chiede una revisione delle politiche agricole europee, con un focus sull’abolizione di vari vincoli, in particolare riguardo all’obbligo di lasciare incolti il quattro per cento dei campi. Le norme di Bruxelles sono viste come eccessivamente ambientaliste e dannose per la produzione. In Italia, in particolare, gli agricoltori hanno chiesto una revisione delle agevolazioni fiscali sul gasolio agricolo e il ritorno dell’esenzione Irpef. È emerso in generale un malcontento per un’agricoltura sempre più regolamentata e poco attenta alle esigenze dei lavoratori del settore.
A smorzare le proteste è arrivata la proroga di due anni del taglio dell’Irpef agricola per i redditi fino a 10mila euro e la riduzione del 50% dell’importo per i redditi tra i 10mila e i 15mila. «Una esenzione più giusta che esclude i ricchi da un beneficio che per alcuni risultava un privilegio» secondo il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Una battaglia, quella degli agricoltori, che cade nell’anno elettorale per l’Unione Europea. E infatti il ministro, durante il confronto in Fiera a Verona, aveva sottolineato che «nell’ambito dell’Europa, dobbiamo convincere che diminuire la produzione interna per approvvigionarsi da Paesi terzi che non rispettano le nostre regole non aiuta l’ambiente e la nostra economia».
Il sostegno all’agricoltura, d’altro canto, rappresenta una delle principali voci di spesa per il bilancio dell’Unione: circa un quarto del bilancio europeo per il periodo 2021-2027. In termini assoluti, l’impegno per questa ultima Pac (Politica agricola comune) è di 386,6 miliardi di euro. Fondi ingenti per un settore strategico. E che ancora una volta danno l’idea di quanto saranno importanti le elezioni europee del prossimo 8 e 9 giugno.


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