La Lessinia e la Venere di Willendorf
di Marco Zanoni | 2 Agosto 2023All’incirca 29.000 anni fa in questa parte di mondo si parlava di periodo “Gravettiano”. No, non è fantascienza e non siamo in uno dei romanzi di Isaac Asimov. Questo nome lo si deve infatti al Riparo di La Gravette, nella Francia occidentale, dove furono trovati i resti di questa antica cultura. Molti sono stati i ritrovamenti archeologici che sono giunti fino a noi.
Le Veneri del Gravettiano sono tra i reperti più importanti. C’è una piccola statua, alta circa 110 mm, che da sempre si studia nei libri d’arte e di Storia e che, dai recenti studi, ha un collegamento molto stretto con la nostra Lessinia. Si tratta della Venere di Willendorf.
Rinvenuta sulle rive del Danubio nel 1908 e ora esposta al Museo di Storia Naturale di Vienna, è stata recentemente sottoposta a nuove analisi da un team di archeologi austriaci e tedeschi. Da questi nuovi esami (pubblicati su Scientific Report), in primis sul materiale utilizzato per crearla, è stata trovata una sorprendente corrispondenza con la granulometria del calcare presente sul Lago di Garda; in particolare con quello presente nella zona di Sega di Ala, sui monti Lessini. Un altro indizio conferma questi nuovi studi: la zona di Sega di Ala si trova infatti vicina all’importante Grotta di Fumane di Valpolicella, luogo già conosciuto come sede di ritrovamenti artistici molto importanti. Questi nuovi studi ribaltano quelli fatti in precedenza e che davano al luogo di creazione di questa statuetta dei confini molto estesi, dalla Francia all’Ucraina.
Una nuova e importante conferma per la nostra Lessinia che dimostra, tra l’altro, come quelle popolazioni, ancorché agli albori nella loro forma di sapiens cacciatori-raccoglitori, fossero nel loro nomadismo molto attente nel trasportare questi primi manufatti artistici. Grazie a questi ritrovamenti e a questi nuovi studi, la Lessinia assume quindi ancora più rilevanza confermandosi una zona di passaggio e di scambio importantissimo, anche nel Paleolitico, ponendosi nel mezzo delle varie fasi di nomadismo e primo “interscambio culturale” tra le popolazioni di quell’epoca.


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