Un’estate “itinerante” con Romeo e Giulietta
di Redazione | 29 Luglio 2023Lei veronese, ventiquattrenne, maffeiana e diplomata alla Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” di Milano nel 2020. Tra i tanti amori, un debole per Čechov (sia per Anton che per il nipote Michail), per la danza del Novecento e per il nuoto. Lui romano, ventitreenne, formatosi teatralmente alla King’s School di Sydney e, a Londra, alla Royal Academy of Dramatic Art e alla Royal Central School of Speech and Drama, con un inevitabile passione per Shakespeare. Sono Maria Canal e Matteo Bianchi, i nuovi Giulietta e Romeo dello storico spettacolo itinerante nato nel 1989 con la regia di Paolo Valerio (ripreso quest’anno da Enzo Forleo) e giunto nel 2023 alla sua trentacinquesima edizione.
Prodotto dal Teatro Stabile di Verona, “Romeo e Giulietta itinerante” sarà in scena al Teatro Nuovo e nelle vie e nelle piazze del centro storico dal 3 luglio al 12 agosto con inizio alle ore 21, escluse le domeniche. Insieme ai due attori protagonisti, il trentino Giulio Macrì, che sarà Mercuzio e voce narrante.
Uno sguardo da vicino sui protagonisti
Maria Canal
Tra i grandi amori di Maria, la contact improvisation teorizzata dal danzatore-coreografo Steve Paxton negli anni Settanta e la danza libera di Rudolf Laban. Un altro grande amore è la coppia zio-nipote Anton-Michail Čechov: per i testi il primo, per il metodo di recitazione il secondo. Mima in un recente “Boris Godunov” alla Scala, Maria si è cimentata anche con Jean Genet nelle “Serve” con la regia di Andrea Piazza e ha interpretato Luisa Brachetti nel “Paradiso delle signore” 6.
Matteo Bianchi
In Italia Matteo Bianchi ha già interpreto diversi film TV. Tra questi, una parte in “A muso duro – Campioni di vita” di Marco Pontecorvo, ispirato alla vita di Antonio Maglio, il medico italiano che nel 1960 inventò le Paralimpiadi. Ha preso parte anche in “Romolus” di Matteo Rovere e “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino. A Londra nel 2019 è stato tra gli interpreti di “Julius Caesar” di Shakespeare andato in scena con la regia di Deborah Paige al Royal Academy of Dramatic Art.


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