La scuola è finita…e adesso?
di Sara Avesani | 16 Giugno 2023Ah, giugno, quel meraviglioso momento dell’anno in cui noi mamme sventoliamo bandiere di gioia perché finalmente la scuola è finita! Un fugace senso di libertà si diffonde nell’aria. Ma poi, improvvisamente, il panico si insinua nelle nostre menti: l’estate è alle porte e non abbiamo la più pallida idea di come sopravvivere per i prossimi mesi tra lavoro e incastri impossibili!
Ecco, quindi, che ci trasformiamo in esperte acrobate delle prenotazioni delle vacanze. Saltiamo tra le date, cercando le migliori offerte, fingendo di non vedere i costi esorbitanti e, con un sorriso finto sulle labbra, facciamo quel che possiamo. E poi anneghiamo nel mare dei campi estivi, corsi di nuoto, lezioni di danza, grest parrocchiali, laboratori di origami, arrivando stremate a scelte dettate dall’entusiasmo e dal passaparola (non sempre indovinate).
Non è il caso, comunque, di piangersi addosso: ci sono anche i lati positivi. Finalmente abbiamo messo da parte il regalo per le maestre: un’occasione per dimostrare la nostra gratitudine con un oggetto che sicuramente finirà nel dimenticatoio. E il non meno importante omaggio alla rappresentante, solitamente più azzeccato e personale. C’è da dire che fa un lavoro apprezzabilissimo e raccoglie isterie genitoriali per tutto l’anno, chissà se ha mai preso in considerazione l’idea di fare la terapeuta.
Nonostante i pidocchi, gli ultimi strascichi di streptococco, che non è mai stato così presente, e un meteo orribile da settimane, anche la recita di fine anno si è conclusa nei migliori dei modi. Quest’anno era giusto prepararsi alla grande e, credetemi, ero in grado di distribuire fazzoletti a tutta la scuola. La verità è che le lacrime sono sempre assicurate. Qualsiasi ciclo scolastico stiano vivendo i nostri figli o qualsiasi attività sportiva, musicale abbiamo fatto, vederli sul palco sfoggiare i loro sorrisi radiosi e quegli occhietti brillanti, ci emoziona terribilmente e ci rende orgogliosi più che mai. Bisogna essere pronti ad assistere a performance spettacolari: un mix di attori amatoriali che dimenticano le battute, ballerini incerti che si calpestano i piedi a vicenda e cantanti con la voce che si è persa chissà dove. E noi applaudiamo a scena aperta anche se non abbiamo capito nulla.
È un tripudio di momenti qualche volta imbarazzanti ma autenticamente felici. Mamme e papà stanno lì aggrappati disperatamente al cellulare, sperando di immortalare qualche scena da rivedere insieme quando saranno più grandi. È un momento a cui non voglio rinunciare mai. E voi?


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