Enrica Zaninotto, dai banchi di Verona alle conferenze a New York
di Valentina Ceriani | 14 Aprile 2022Ventiquattro anni, nata e cresciuta a Conegliano ma studentessa a Verona dal 2017. Enrica Zaninotto, appassionata di lingue straniere e di letteratura vittoriana, si è specializzata in un settore ancora poco esplorato nel campo umanistico: la rappresentazione della disabilità nei media e nella letteratura. Dopo la laurea in Lingue e culture per l’editoria all’Università di Verona è ora iscritta al corso di laurea magistrale in Comparative European Languages and Literature, sempre presso l’ateneo scaligero. Tra una lezione e l’altra, è arrivata a tenere conferenze in diversi Paesi, e ora anche alla Columbia University di New York.
L’idea delle conferenze
«Già al primo anno di triennale ho capito che il mondo dell’editoria non faceva per me. – racconta Enrica Zaninotto – Ho quindi deciso di approfondire gli altri miei interessi, cambiando indirizzo poi alla magistrale. Durante gli studi un mio collega mi ha proposto di candidarmi alla rappresentanza del consiglio degli studenti del mio dipartimento e, dopo qualche titubanza iniziale, ho accettato e ho vinto, superando la mia timidezza e introversione. Questo mio collega mi ha poi consigliato di inviare domanda per tenere delle conferenze presso altre università. Non pensavo fosse possibile, essendo ancora studentessa, ma ho appurato che all’estero è una realtà abbastanza comune. Infatti a rispondermi e ad accogliere le mie proposte sono state per ora tutte università estere».
Un viaggio lungo tutto il mondo
«La prima conferenza che ho tenuto era all’università di Auckland. – aggiunge Enrica – Si trattava di un adattamento della mia tesi triennale sulla visione del romanzo vittoriano come un archetipo socio-culturale che rinforza gli stereotipi sulla disabilità. Dopo questa prima esperienza ho poi continuato a mandare altre domande, tra cui Granada e Nuova Delhi. Questi incontri si sono svolti tutti online; soltanto uno era previsto in presenza, presso l’Università di Berlino, ma a causa dell’emergenza sanitaria abbiamo dovuto annullare. Ho continuato a tenere varie lezioni tra Europa e Stati Uniti, fino al Trinity College di Dublino e alla Columbia University di New York, il 25 marzo».
La narrazione della disabilità oggi
Enrica Zaninotto affronta poi il tema della disabilità al giorno d’oggi: «Il concetto di persona disabile nasce in epoca vittoriana, in cui si introduce anche l’idea di normatività e le sue derivazioni soprattutto nell’ambito lavorativo. Questo termine stabilisce dunque la scissione tra colui che è “normale” (e quindi atto al lavoro) e colui che invece non lo è. Questo concetto è radicato ancora oggi, spesso utilizzato in maniera indiretta e subconscia. Un esempio è quando, senza pensarci, diciamo a qualcuno che “non è normale”. Per quanto attivismo ci sia, c’è ancora molto lavoro da fare».


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