Dalla Casa dei Mercanti alla Camera di Commercio
di Redazione | 8 Novembre 2021La Domus Mercatorum si affaccia su Piazza Erbe sin dall’epoca medievale. Sede della corporazione delle arti e dei mestieri ricopriva un ruolo fondamentale durante la Signoria scaligera, che in questi luoghi esercitava tutta la sua influenza. Gli Scaligeri, inizialmente mercanti, poterono infatti arrivare al potere fondando la prima signoria cittadina d’Italia.
L’influenza della corporazione dei mercanti rimase intatta nei secoli, tanto è vero che sia l’impero napoleonico che successivamente quello austriaco ne ebbero sempre un occhio di riguardo. Nel periodo di transizione tra queste due potenze nacque la Camera primaria di commercio di Verona, che applicava i suoi ordinamenti su tutti i territori a destra dell’Adige (e quindi sotto i francesi) rispetto a quelli alla sinistra del fiume (soggetti agli austriaci). Dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia la Camera veronese si adeguò alla legislazione italiana.

Sono passati secoli dalla fondazione della Domus Mercatorum e il ricordo oggi va anche all’architetto Libero Cecchini, che ideò e progettò la Camera di commercio veronese nel luogo che oggi tutti conosciamo, in Corso Porta Nuova. Decano dei professionisti veronesi, oltre che artista e scultore, fu l’artefice anche della ricostruzione dei ponti di Verona (Castelvecchio e Ponte Pietra) distrutti durante la ritirata tedesca dal Nord Italia durante la Seconda guerra mondiale.
Leggi Pantheon 127


In Evidenza
Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»

Il grammofono de “La vita è bella” suona al Museo della Radio per il Giorno della Memoria



