Tiramisù? tra i più buoni al mondo quello del veronese Nicola Ottaviani
di Redazione | 20 Ottobre 2021Una sfida culinaria tra non professionisti a colpi di mascarpone, savoiardi, caffè e cacao: domenica 10 ottobre si è svolta a Treviso, in Piazza dei Signori, la finale dell’edizione 2021 del Tiramisù World Cup, una gara tra pasticceri amatoriali aperta a concorrenti da tutto il mondo per stabilire il tiramisù più buono di tutti. Ebbene, a salire sul podio aggiudicandosi il terzo posto è stato Nicola Ottaviani, di Tregnago, che dopo aver superato brillantemente le selezioni e le fasi della semifinale è riuscito a portare a casa “la medaglia di bronzo”.

La competizione, nata da un’idea di Francesco Redi, è un progetto sviluppato ed organizzato da Twissen, knowledge company italiana attiva nell’industria dei viaggi e del turismo. Si articola in due categorie, basate sulla ricetta “originale” e “creativa”, e l’obiettivo è, naturalmente” stabilire il dolce tiramisù più buono del mondo, oltre che la valorizzazione del Made in Italy. Sono moltissimi, infatti, gli sponsor e i partner del settore alimentare italiano che supportano questa manifestazione: tra di loro, per citarne alcuni, Matilde Vicenzi, Lattebusche, Hausbrandt, Pavesini e Amadori.
Nicola, come hai vissuto questa competizione e quali le emozioni alla luce del bellissimo risultato?
È stata una grande soddisfazione perché si tratta di una gara tra pasticceri amatori ma è aperta a concorrenti da tutto il mondo: in semifinale, per esempio, mi sono confrontato con un francese. Quest’anno, per ragioni legate all’emergenza sanitaria, chiaramente è stato più difficile per gli organizzatori svolgere selezioni all’estero, ma due anni fa per esempio le selezioni si è erano svolte a Udine, a Bibione e anche a Bruxelles. Le fasi selettive si svolgono così: per ogni tappa c’è un tavolo di otto partecipanti, chi vince va avanti. Durante le semifinali c’erano due tavoli da sei persone e solamente chi si posizionava primo accedeva alla finale.
Sappiamo che, pur non essendoti aggiudicato il primo posto ai tavoli delle semifinali, hai comunque gareggiato con i finalisti, perché hai vinto un altro importante premio…
Sì esatto, ho potuto partecipare alla finale perché ho vinto il premio speciale “Hausbrandt” per la valorizzazione e l’utilizzo del caffé.
Durante la gara ti vengono forniti tutti gli ingredienti necessari, mentre la strumentazione che ogni pasticcere utilizza è quella personale. In tutto hai 40 minuti di tempo per preparare il tuo tiramisù, che viene subito dopo giudicato da un’apposita giuria; chi totalizza più punti ovviamente vince.
Da cosa nasce questa tua passione per la pasticceria?
Il mondo della cucina mi ha sempre affascinato, sin da piccolo. Non so per quale ragione di preciso, ma ultimamente mi sono avvicinato in modo particolare alla pasticceria: comunque non disdegno il salato (ride, ndr). Quando sono venuto a conoscenza di questa competizione, mi sono iscritto subito: era la prima volta che preparavo il tiramisù, direi che è andata molto bene (ride, ndr). Ho deciso seguire questo amore per il cibo anche all’università, iscrivendomi alla corso di laurea in Scienza Gastronomiche a Parma: spero che possa essere l’inizio di un futuro in questo ambito.

Ora di cosa ti occupi?
Al momento faccio tutt’altro, sono un impiegato amministrativo. La cucina è solo un hobby che coltivo nel tempo libero, ma mi auguro che, grazie al percorso universitario che sto affrontando, diventi qualcosa di più.
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