Il dress code delle altezze
di Redazione | 21 Dicembre 2018Nonostante le temperature pungenti, c’è sempre chi, giustamente, non riesce proprio a rinunciare alle passeggiate in Lessinia per farsi avvolgere dalla sua natura sonnolenta, udire il cupo rimbombo della terra sotto i piedi che custodisce i segreti della stagione nuova, e respirare l’aria silenziosa e muta dell’inverno che acquieta i pensieri. Ma è anche vero che questa magnifica attività potrebbe diventare un vero incubo se ci si trovasse male attrezzati a ripararci dal freddo.
Le parole d’ordine per il trekking invernale sono impermeabilità e traspirazione. Questo a partire dal busto per proteggere il quale si consiglia un abbigliamento a cipolla, ossia a strati, che permette sia di isolare dal freddo che viene dall’esterno, sia di far traspirare la sudorazione. Quest’ultimo obiettivo può essere raggiunto indossando una maglia tecnica che consente al sudore di non rimanere sulla pelle ma di entrare in contatto con il secondo strato di abbigliamento costituito da una maglia di pile (tessuto altamente isolante e idrofugo).
La protezione esterna viene invece affidata alla giacca, sempre in materiale tecnico, che oltre ad essere impermeabile e traspirante è importante che sia leggera. In commercio ci sono capi più o meno aderenti e più o meno rigidi. L’importante è scegliere quello che permette a chi cammina di riuscire a muoversi agilmente. Per quanto riguarda le mani, il consiglio è di infilare due paia di guanti, uno di seta sulla pelle e uno tecnico sopra. Tuttavia esistono in commercio delle manopole che integrano entrambi i guanti. Passiamo poi alla testa, che è la parte del corpo che disperde più calore e bisogna proteggerla (anche se spesso in valigia mettiamo poco o niente che la riguardi). Una cuffia tecnica andrà bene anche se, soprattutto per condizioni atmosferiche più rigide, si può optare per il passamontagna. Inoltre, cerchiamo di evitare un errore fondamentale: mai togliere il cappuccio dalle giacche (non si sa mai).
Per quanto riguarda gli scarponi, invece, essi devono essere ovviamente più rigidi e resistenti rispetto a quelli utilizzati nella stagione calda (anche e soprattutto per l’uso di ciaspole e ramponcini) e devono essere, naturalmente, impermeabili. Mai sottovalutare l’importanza delle calze. È consigliato l’uso di materiale tecnico anche in questo caso, per garantire un miglior controllo della sudorazione.
Per concludere, soprattutto nella stagione invernale, non tralasciare mai di guardare le previsioni del tempo prima di partire per il trekking in montagna. Qualsiasi tipo di attrezzatura potrebbe essere insufficiente per le condizioni metereologiche più estreme. E si può sempre rimandare la passeggiata. Tanto una cosa è sicura. Le montagne, e la Lessinia, rimangono là.



In Evidenza
Mauro Gibellini: «La promozione con il Verona? Non dimenticherò mai quel rigore»

Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»



