Forza maggiore, tutela minore?
di Redazione | 29 Settembre 2017Accade sempre più spesso che attentati terroristici e calamità naturali, coinvolgano zone di vocazione turistica. Anche nell’estate appena trascorsa eventi drammatici hanno spinto molti turisti a rinunciare al viaggio. Come tutelarsi in questi casi?
di Carlo Battistella
Da clausola di stile a realtà di fatto, la cosiddetta forza maggiore, che non molto tempo fa poteva considerarsi un’evenienza remota, negli ultimi anni si è palesata con preoccupante regolarità.
Che si tratti di terremoti, tumulti di piazza, allerte terrorismo, queste situazioni generano plausibili timori nei viaggiatori che dovrebbero recarsi nelle zone colpite.
Sebbene in molti casi l’allarmismo mediatico aumenti la percezione del disagio reale dipingendo ingiustificatamente contesti catastrofici, è comunque probabile che in simili circostanze il turista non possa godere appieno del viaggio prenotato e che, pertanto, decida di annullare la partenza. Ma a quale prezzo?
Recedere dal servizio turistico acquistato (pacchetto tutto compreso, camera d’albergo, auto a noleggio) è possibile, però va tenuto conto del fatto che i contratti conclusi con i prestatori del servizio (tour operator, compagnia aerea, albergo…) potrebbero prevedere l’applicazione di una penale. Infatti, se la prestazione non è divenuta impossibile da parte dell’organizzatore (es. albergo inagibile a seguito di evento sismico) anche al consumatore è richiesta la sua controprestazione, ovvero il pagamento del prezzo.
E non giovano neppure le polizze viaggio le quali escludono dalla loro copertura gli eventi dovuti a forza maggiore.
Invece, è possibile recedere gratuitamente qualora vi sia un avviso ufficiale del Ministero degli Esteri riguardante la méta del viaggio. I cittadini italiani, quindi, devono verificare sul sito della Farnesina, www.viaggiaresicuri.it, se viene sconsigliato di recarsi nel Paese prescelto.
Ad ogni modo, viste la complessità e l’urgenza insite in questo genere di situazioni, prima di accettare un diniego da parte del prestatore del servizio turistico è sempre meglio rivolgersi ad una Associazione Consumatori per accertarsi che non siano stati calpestati i propri diritti di viaggiatore.


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