La storia del “tesoro della Capitolare” nel film del regista Quattrina
di Redazione | 14 Aprile 2026Sabato 18 aprile alle ore 17.00 il Cinema Aurora di Verona ospiterà l’anteprima del docufilm La Guerra dei libri di Mauro Vittorio Quattrina, storia vera del salvataggio del patrimonio unico di libri antichi conservati alla Biblioteca Capitolare di Verona durante la Seconda Guerra Mondiale. La proiezione, a ingresso libero fino a esaurimento posti, sarà preceduta dai saluti introduttivi del regista veronese e di mons. Bruno Fasani, presidente della Fondazione Biblioteca Capitolare.
La pellicola è frutto di una lunga e rigorosa ricerca, realizzata dall’autore e regista Mauro Vittorio Quattrina con il fondamentale contributo dell’Università Cattolica d’America di Washington D.C., della Monuments Men and Women Foundation, e con l’autorizzazione e la collaborazione della Fondazione Biblioteca Capitolare e del suo presidente, mons. Bruno Fasani, che ha prestato la sua voce al progetto come narratore. Le lettere, i documenti e i materiali inediti rinvenuti da Quattrina negli archivi di biblioteche, fondazioni e musei nazionali e internazionali, testimoniano non solo una vicenda unica nel suo genere, ma anche un’alleanza culturale senza precedenti che vide italiani, tedeschi e americani uniti nonostante la guerra, per proteggere un patrimonio inestimabile. Il docufilm verrà trasmesso a breve sulle reti nazionali.
Il tesoro nascosto della Capitolare
Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale e l’intensificarsi dei bombardamenti, mons. Giuseppe Turrini, allora prefetto della Biblioteca Capitolare, intuì il pericolo imminente e decise di mettere in salvo i volumi più preziosi, nascondendoli prima nella Cattedrale di Verona e poi, in un’operazione tanto rischiosa quanto ingegnosa, trasportandone una parte a Erbezzo, un piccolo paese montano vicino Verona, dove vennero occultati nella canonica locale.
Nel 1944 entrò in scena il colonnello tedesco Wolfgang Hagemann, grande studioso ed ex interprete di Rommel, nominato responsabile per la protezione dei beni culturali. È proprio grazie a lui che Verona non divenne baluardo finale della difesa tedesca, risparmiando così la città da una distruzione totale. Una figura chiave che, insieme al sacerdote veronese e ad altri protagonisti inattesi, come l’ufficiale delle SS Fritz Weigle – medievalista e avversario dichiarato del nazismo – riuscì a ottenere la dichiarazione ufficiale della canonica di Erbezzo come “zona protetta”, evitando perquisizioni e requisizioni.
Nel frattempo, la città continuò a subire violenti attacchi. Il 4 gennaio 1945, durante un pesante bombardamento alleato, la Biblioteca Capitolare venne colpita e in gran parte distrutta. Turrini, scavando a mani nude tra le macerie, riuscì a recuperare quanto possibile. Il sollievo arrivò dal sapere che il nucleo più prezioso dei volumi era salvo, ancora custodito tra le montagne.
Con la fine del conflitto, giunse a Verona il sergente americano Bernard Peebles, membro dei celebri “Monuments Men”, un’unità speciale dell’esercito alleato dedicata al recupero e alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale europeo minacciati dal saccheggio e dalla distruzione nazista. Filologo, latinista e profondo conoscitore delle lingue classiche e volgari, Peebles aveva conosciuto Wolfgang Hagemann anni prima proprio tra le mura della Capitolare. I due si ritrovarono sulle sue rovine, uniti da un ideale comune: salvare la memoria scritta dell’umanità. È così che la Biblioteca Capitolare venne restaurata in tempi record, conservando il suo tesoro millenario. Una vicenda che, come sostiene mons. Bruno Fasani, «ci racconta il potere della cultura di unire oltre le ideologie e la volontà distruttiva della violenza».


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