Da Verona al podio del Bocuse d’Or: gli chef italiani alla conquista del mondo
di Redazione | 18 Marzo 2026C’è un momento, nelle grandi competizioni, in cui il risultato smette di essere solo una classifica e diventa racconto. Il terzo posto conquistato dal Team Italia alla selezione europea del Bocuse d’Or, a Marsiglia, appartiene esattamente a questa categoria: un bronzo che racconta un percorso lungo, intenso e tutt’altro che scontato.
Davanti agli italiani si sono piazzate due potenze della gastronomia nordica, la Danimarca vincitrice e la Norvegia seconda. Ma il podio europeo, in uno dei concorsi più prestigiosi e selettivi al mondo, rappresenta un risultato di rilievo storico per la squadra guidata da chef Matteo Terranova.
«Questo terzo posto ha per noi un valore enorme – ha raccontato a caldo il team leader, visibilmente provato ma soddisfatto -. Abbiamo affrontato squadre di altissimo livello e dimostrato carattere, qualità e spirito di gruppo. È un risultato che premia il lavoro degli ultimi mesi: un punto di partenza per crescere ancora».
Dietro quel podio, infatti, ci sono oltre sei mesi di preparazione meticolosa. Un lavoro quotidiano – fatto di prove, errori, correzioni e ripartenze – svolto proprio a Verona, negli spazi messi a disposizione da Zorzi La Bottega dello Chef, diventata nei fatti la casa operativa del progetto. Qui il team ha potuto allenarsi in condizioni il più possibile simili a quelle della competizione, grazie a una cucina ricostruita fedelmente.
«Ci sono vittorie che nascono molto prima del podio – ha sottolineato Giuliano Zorzi, CEO dell’azienda -. Nascono nella determinazione di una squadra che non smette di crederci. E i ragazzi ce l’hanno fatta, insieme a tutti noi che li abbiamo ospitati».
Sulla stessa linea Elisa Zorzi, che rivendica con orgoglio la scelta di sostenere il progetto: «Ci hanno dato dei pazzi, ma abbiamo creduto in questa sfida. Fare squadra è fondamentale e questo risultato lo dimostra».
Il percorso del Team Italia si inserisce in un contesto più ampio, quello della valorizzazione della cucina italiana, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco. Un’eredità culturale che, anche in una competizione tecnica e contemporanea come il Bocuse d’Or, continua a trovare nuove forme di espressione.
Fondamentale, in questo cammino, il supporto dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, presieduta da oltre dodici anni dallo chef tristellato Enrico Crippa, e il contributo di numerosi professionisti che hanno affiancato la squadra durante la preparazione, assaggiando, correggendo e affinando ogni dettaglio.
Accanto a loro, il sostegno istituzionale della Federazione Italiana Cuochi, con il presidente Rocco Cristiano Pozzulo, di FIC Promotion guidata da Carlo Bresciani e della FIPE-Confcommercio, con il presidente Lino Stoppani, a testimonianza di un sistema che, quando riesce a fare squadra, può competere ai massimi livelli.
Il bronzo europeo, però, non è un punto d’arrivo. L’orizzonte è già fissato: gennaio 2027, quando andrà in scena la finale mondiale del Bocuse d’Or.


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