capo nord - giuliana steccanella, damiano scala e marco bombieri

Giuliana, Damiano e Marco, due strade per Capo Nord

di Giovanna Tondini | 31 Ottobre 2025

Cosa fareste voi di fronte a una strada dritta, che scorre per km e km sempre uguale senza svolte, lambita da alberi, tutti uguali, sempre uguali? Pedalare. Sì, ma dopo avere già percorso 3000 km, quanta voglia vi rimane di andare, di pedalare e pedalare, in un paesaggio che si ripete all’infinito, magari sotto la pioggia, che cade goccia dopo goccia per 12 ore di fila? Ancora? E allora non ci rimane che farlo insieme a loro: Giuliana Steccanella, Damiano Scala e Marco Bombieri. La direzione è Capo Nord, una delle mete più ambite, soprattutto nel mondo del ciclismo. È lontana, forse la più lontana in Europa, ma pur sempre raggiungibile in bicicletta.

Su questo punto sono d’accordo tutti e tre. Eppure, se la meta è stata la stessa – come anche i km – il loro viaggio in qualche modo è stato diverso. Giuliana è partita da sola, seguendo la traccia di un’organizzazione chiamata North Cape 4000. Damiano e Marco, amici da sempre, hanno organizzato un percorso per conto loro.

Giuliana, perché hai scelto North Cape 4000?

Mi piace il suo spirito non competitivo. Gli organizzatori vogliono che ogni partecipante viva il percorso con il proprio ritmo, senza fretta. Per questo, chi ci mette meno di 15 giorni non entra nella lista dei Finisher.

Tu quanto ci hai messo?

19 giorni. Ma quando sono partita non mi ero posta alcun limite. Potevo anche metterci 1 mese, non mi sarebbe cambiato niente. Ci sono stati giorni in cui ho percorso 180 km sulla sella, giorni che ne ho percorsi 270.

Hai trovato difficoltà?

A cedere semmai è stata la testa, non le gambe. Soprattutto nei rettilinei infiniti sotto la pioggia. È stato un viaggio tanto di forza quanto di volontà. A volte chiamavo a casa o un amico, ma non potevo usare sempre il telefono. A volte c’erano i paesini, di poche case ciascuno, a risollevarmi.

Come reagiva la gente al tuo passaggio?

In maniera veramente ospitale. Se hai bisogno, loro, che vivono in mezzo al nulla, ti danno quello che hanno, cibo, bevande e anche da dormire.

Ti è capitato?

Sì, una volta ho chiesto un ricovero in un garage di una casa. La proprietaria invece mi ha mandata a dormire nella sua roulotte a 1km di distanza, con tanto di tanica d’acqua e fornello.

Altrimenti dove hai dormito?

Avevo portato sacco a pelo e materassino per dormire fuori da qualche parte. Ma il meteo non mi ha permesso di farlo, se non una volta. Allora ho trovato strutture varie, anche bungalow dei campeggi, comunque sempre caldi e accoglienti.

Cosa ti porti a casa da questo viaggio?

La gente che ho incontrato. Anche le poche persone che ho conosciuto come me sui pedali. Quando ti incrociavi – nei rari casi – ti abbracciavi. O scambiavi solo un sorriso. Quanto bastava per ricaricarti. È la forza della condivisione, soprattutto di sensazioni e atteggiamenti.

Quali atteggiamenti?

Doverti arrangiare, non cedere mai e saperti adattare. Quello che più rimane è l’esperienza con te stesso.

Damiano e Marco, amici su due ruote. Perché dopo tanti viaggi, avete scelto questa meta?

Per me (Damiano, NdR) è stato il regalo dei miei trent’anni! Un regalo che ha combinato l’aspetto culturale con quello fisico. Ci piaceva l’idea di attraversare l’Europa dell’Est, che ha uno stile di vita diverso dal nostro, soprattutto nelle zone rurali.

Per questo avete deciso di fare un itinerario diverso da North Cape 4000?

Sì, abbiamo scelto la Polonia, le Repubbliche Baltiche, per proseguire in Finlandia fino alla Norvegia.

Difficoltà?

Siamo partiti molto carichi, anche per il bel tempo. Dopo due settimane, è arrivata la parte più dura, molto monotona nel paesaggio e sotto la pioggia incessante. Ma non abbiamo mai pensato di mollare, ormai la meta era (relativamente) vicina.

In due è meglio che soli?

Sapere che c’è qualcuno con te è un supporto morale, ti dà un senso di sicurezza.

In bicicletta?

Viaggiare in bici ti regala sempre qualcosa in più, per la lentezza con cui puoi assaporare le cose, persone e luoghi.

Lo rifareste?

E chi ci dà ancora un mese di ferie?!