materiale scolastico

Guida (non richiesta) al materiale scolastico

di Sara Avesani | 8 Settembre 2025

Ogni settembre una mamma rinasce. No, non come fenice: più come pacco Amazon, spedita tra cartolerie, chat di classe e la temutissima lista dei M A T E R I A L I.

Si parte dall’asilo, dove tutto sembra tenero: un sacchetto personalizzato (se non è ricamato a mano, non sei nessuno), cambio completo, bavaglino, ciuccio, pupazzo per la nanna, lenzuolino e materassino pieghevole da infilare nello zaino formato astronauta in miniatura.

Alle elementari finalmente rientri in cartoleria. Quel luogo che profuma ancora di buono e che hai tanto amato… prima di conoscere le richieste delle maestre. Ebbene sì, sei nel regno dei quaderni: a righe, a quadretti, con margini, senza margini, con margini rosa, azzurri o arcobaleno. Poi arrivano gli astucci (almeno tre), le penne cancellabili, le gomme che sembrano dolcetti giapponesi, i righelli e il diario da venticinque euro che useranno solo per disegnare faccine. E la cartella? Ergonomica ma anche bella!

Alle medie però cambia tutto. Lo zaino dev’essere “figo: marca ben visibile, colori approvati dai coetanei, e almeno un portachiavi evidente e quello stile intrinseco da montanaro chic. Trolley? No dai, che figura. Serve il set tecnico: compasso, squadre, calcolatrice scientifica e una dozzina di evidenziatori per ogni stato d’animo.

E poi ci sono le superiori. Lì inizi a dire: “Ora si arrangiano” perché, se a quattordici anni non sanno prepararsi l’occorrente, finiranno tra quelli che solo da maggiorenni imparano ad allacciarsi le scarpe mentre la mamma li aspetta fuori dall’università col succo di frutta.

La storia si ripete: ogni anno, la sera prima, alle 21:42 circa, sei a cercare online un temperino verde fluorescente consegna immediata che ti era sfuggito. Ma ce la fai. Sbuffi, imprechi, spendi… e vinci. Perché sei una mamma, una donna, una santa… con gli scontrini a penzoloni dalla borsa.