Ryan Shore e la moglie Elizabeth Russo

Innamorarsi in Italia? Anche per il compositore Ryan Shore è un sì

di Alice Martini | 16 Agosto 2025
L’intervista a Ryan Shore, compositore canadese ma naturalizzato statunitense e ideatore della colonna sonora di Love in the Villa, film del 2022 di Mark Steven Johnson e di produzione Netflix.


Ryan Shore, compositore musicale canadese ma naturalizzato statunitense e ideatore della colonna sonora di Love in the Villa, film del 2022 di Mark Steven Johnson e di produzione Netflix, che racconta una storia d’amore ambientata principalmente a Verona e ispirata alla storia di Romeo e Giulietta, è stato ospite giovedì sera del Relais Balcone di Giulietta e ha raccontato alcune curiosità sul suo lavoro. Non è sfuggito però il dettaglio più romantico, perché proprio in Italia lui e la moglie si sono innamorati.

Ci racconti come è andata

«Ci siamo conosciuti a Los Angeles ma è stato in Italia che ci siamo innamorati e infatti poi ci siamo sposati sulla Costa di Amalfi. Amiamo molto l’Italia e in particolare la trovo di grande ispirazione anche per il mio lavoro».

In particolare come?

«Già dalla prima volta nel vostro bellissimo Paese ho capito come l’arte, la cultura, la passionalità italiana potessero ispirarmi nel mio lavoro e trovarci oggi qui a Verona, potendo anche ammirare ed ascoltare Carmen in Arena, che proprio quest’anno viene così ampliamente celebrata, è un grandissimo onore per noi».

Possiamo dunque dire che l’Italia è un po’ la sua fonte d’ispirazione?

«Sicuramente sì, anche se la principale musa del mio lavoro, che mi sopporta e supporta è mia moglie».

La prima volta a Verona?

«Sì è la prima volta che ci troviamo qui e non posso che dire come la storia e la leggenda di Romeo e Giulietta siano assolutamente di ispirazione per poter scrivere musica profonda. Una profondità che c’è nella stessa Verona e nei suoi tesori. Nel mio lavoro a Love in the Villa è stata importante la collaborazione con il resto della produzione e il regista ma sapevo già allora di sentirmi ispirato da questa romanza così immortale».

Come lavora nella scrittura della musica?

«La parte forse più difficile è la primissima produzione, perché ancora non si sa dove porterà ma poi piano piano diventa sempre più lineare il lavoro, soprattutto legato ad un film, perché la sua cronologia aiuta nell’entrare profondamente e lasciarsi ispirare dalla storia».