Miseria e nobiltà (2)

Recensioni oneste: miseria nobile o nobiltà misera?

di Alice Martini | 12 Agosto 2025

Avete mai provato a mangiare gli spaghetti con le mani? Probabilmente no, ma non si sono fatti tanti problemi i protagonisti poveri e straccioni della commedia Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, resa celeberrima nel 1954 dall’interpretazione di Totò e Sophia Loren

La nuova proposta estiva al Teatro dei Cortili a Sant’Eufemia della compagnia Zeropuntoit di Andrea Girardi – che, ha confessato, desiderava da tempo portarla in scena – si muove su un sottile equilibrio comico, rielaborato dal testo dell’autore napoletano, che fa della decadenza della nobiltà e dell’ascesa sociale della borghesia, il filo conduttore della vicenda. 

Le famiglie di Felice Sciosciammocca (un istrionico Andrea Girardi) e dell’amico Pasquale (Alessandro Vesentini) non sanno cosa voglia dire avere una giornata senza i morsi della fame e vivono tra la “miseria e nobiltà” dell’illusione che qualcosa nella loro vita possa cambiare. 

E qualcosa cambia, con l’aiuto di Luigino (Luca Bogoni), figlio scapestrato di Gaetano Semmolone (Flavio Bonato), ex cuoco arricchitosi avendo ereditato i beni del suo padrone, innamorato di Pupella (Valentina Viviani), figlia di Pasquale, e per l’amor della quale fa arrivare nella loro casa una ciotola colma di spaghetti (che abbiamo verificato sono stati cucinati ogni sera freschi, NdR) sulla quale si avventano famelici. Tanto che dal pubblico qualcuno aveva già voglia di proporsi alla sera successiva un bel piatto di pasta (non stiamo scherzando!).

A tanto arrivava la loro “fame” di cibo e rivalsa sociale che, da stretti coinquilini del padrone di casa, Marchese Ottavio Favetti (Franco Ignaccolo), vedono la loro occasione di rivalsa aiutando il marchesino Eugenio Favetti (Andrea Mirandola) – innamorato della bella ballerina Gemma (Erica Benedetti), altra figlia di Gaetano Semmolone – fingendosi e impersonando la sua ricca famiglia nobiliare mal disposta verso le origini umili della ragazza.

Tra peripezie e inganni potrebbe forse non vincere il lieto fine? Alcune gaffe e qualche piccolo pasticcio sono di cornice, ma saranno liete le unioni dei giovani Luigino e Pupetta, così come di Eugenio e Gemma, e si ritrova anche la strada per il matrimonio tra Felice e Bettina (Susanna Russo) – dama di compagnia di Gemma e madre di Antonietta (Asia Massalongo) – anche se nella storia di Scarpetta era un ragazzo, Peppeniello.

Un successo che, infine, si corona con altre quattro serate quasi fuori programma che fino a giovedì 14 – sempre al Chiostro di Sant’Eufemia – proporranno la messa in scena di Se devi dire una bugia dilla grossa, su rielaborazione di Andrea Girardi, che aveva gradevolmente stupito per la sua riproposta a vent’anni dalla prima volta a gennaio scorso, ma soprattutto perché era stata la perfetta “scenografia” per l’arrivo della primogenita di Girardi, Melissa Rita, nata a qualche ora dal secondo appuntamento in teatro, per questo poi annullato.