campo di concentramento montorio

Una ferita nella memoria: ultime visite del 2025 nell’ex campo di concentramento di Montorio

di Alice Martini | 17 Maggio 2025

Una testimonianza dolorosa, ma al tempo stesso importantissima di una pagina di storia locale che ha visto nel territorio di Montorio la presenza dell’edificio oggi conosciuto come “DAT La Colombara”, ma utilizzato durante la Seconda guerra mondiale come Campo di Concentramento per ebrei e come luogo di detenzione per prigionieri politici e parenti di renitenti alla leva.

Ad oggi il sito è teatro di importanti approfondimenti grazie al calendario di uscite guidate, organizzate un weekend al mese da parte dei volontari dell’Associazione Montorioveronese e Figli della Shoah che, già dal 2022 con rinnovo annuale, hanno sottoscritto un patto di sussidiarietà con il Comune di Verona per la valorizzazione del sito, a tutt’oggi ancora sotto la proprietà del Demanio.

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«Tutto è partito in seguito ad una nostra ricerca risalente al 2018 quando, per scoprire le tristi dinamiche di una strage perpetrata tra Montorio e le Ferrazze all’indomani del 25 aprile 1945 da parte delle truppe tedesche, abbiamo cominciato a realizzare una serie di interviste e indagini nel territorio e “scavato” nella memoria dei montoriesi – spiega Roberto Rubele, oggi presidente dell’Associazione Montorioveronese che, appassionato di storia, condusse le ricerche insieme ad altri due collaboratori, Christian Albrigi e Alberto Speciale -. All’archivio di Stato di Verona era stato trovato un documento che attestava la presenza di un Campo di concentramento a Montorio e ci fu comunicata la scoperta ben sapendo che già stavamo approfondendo l’argomento. Tutte le testimonianze, lettere e racconti divennero poi parte del libro “26 Aprile 1945”, ancora oggi disponibile».

campo di concentramento montorio

Un impegno alla memoria che è forte spinta anche dai volontari dell’Associazione Figli della Shoah che – costituita a livello nazionale dal 1998 da alcuni sopravvissuti e dai loro familiari e che come primo impegno, sotto la loro Presidente Onoraria, la Sen. Liliana Segre, hanno contribuito all’approvazione della Legge che ha sancito la data annuale commemorativa del Giorno della Memoria a partire dal 27 gennaio 2001 – lavorano costantemente sul territorio come Sezione di Verona sotto la guida del Consigliere e coordinatore Roberto Israel per attività come questa di sensibilizzazione alla cittadinanza. «Soprattutto il lavoro didattico è importante per focalizzarci sui giovani – afferma Israel – con testimonianze raccontate e di esperienze vissute, come la collaborazione che ogni anno garantiamo per la presenza in Piazza Bra del Carro della Memoria».

La storia

Costruito nel 1941, pensato come una postazione di difesa contraerea e in funzione per un paio d’anni, nel dicembre del 1943 divenne poi il campo di concentramento. «Dalla memoria di questo triste epilogo, partono le visite guidate. Ripercorrendo alcune pagine della nostra storia grazie a testimonianze e racconti – aggiunge Alberto Speciale – i Volontari dell’Associazione Montorioveronese così come i Figli della Shoah contribuiscono a creare questo itinerario che si snoda principalmente all’esterno dell’edificio illustrando, attraverso alcune bacheche finanziate da un progetto della Regione Veneto, le tappe della sua storia. Per le scolaresche poi, che possiamo quantificare in circa 2000 studenti dall’inizio del progetto, vengono organizzate di volta in volta degli itinerari su misura a seconda dell’istituto e l’età. Un incentivo, questo delle scuole, che ci sta portando ad un costruttivo dialogo con Comune e Circoscrizione per cercare di finalizzare un percorso ciclo-pedonale sicuro a lato della strada, per il raggiungimento al sito in autonomia attraverso i mezzi pubblici di linea».

Un dialogo con il Comune che sta proseguendo sia per provare ad impostare un lavoro di restauro al tetto, che permetterebbe così la visita all’interno dell’edificio – oggi non possibile – ma anche per raggiungere un definitivo accordo di affidamento del sito alle due associazioni di volontari per la gestione in autonomia del sito. «Il nostro costante dialogo tra associazioni vuole anche giungere ad un futuro progetto, soprattutto per i più giovani, che attenzioni ad un percorso nazionale della Memoria, perché sia sempre più profondo nel ricordo di questi eventi» conclude Albrigi. «Sempre nella Regione Veneto, altri tre sono i siti presenti, a Venezia, a Vo’ Vecchio (Vo’ Euganeo) e Tonezza del Cimone».

Le visite guidate partono ogni anno dal settembre e arrivano circa al maggio successivo. I gruppi, composti da massimo 40 persone, vengono organizzati secondo prenotazione tramite link dal sito internet.

Prossimo appuntamento a fine maggio, sabato 24 e domenica 25.