La giovane caldierese Giada Baltieri premiata a Roma da Mattarella

di Christian Gaole | 15 Maggio 2025

Parafrasando Fiorella Mannoia, Giada Baltieri, 17 anni, affetta da osteogenesi imperfetta, si racconta a Pantheon. La giovane di Caldiero ha la forza di un leone: ci ha raccontato la sua vita e le sue passioni e, insieme a lei, abbiamo incontrato Elena Remonato, sua mamma: «quando io avevo le lacrime dopo un’operazione, Giada con un sorriso mi dava la forza di sostenerla». Recentemente è stata nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il suo impegno di sensibilizzazione verso l’osteogenesi imperfetta, una patologia che è anche conosciuta come “malattia delle ossa di vetro”, che attacca le ossa rendendole, appunto, molto fragili. E oggi, 15 maggio, la giovane caldierese è stata ufficialmente insignita dell’onorificenza a Roma.

Quando hai avuto la prima frattura?

Il 25 aprile, avevo sei anni. Da lì è cominciato il mio rapporto senza soluzione di continuità con gli ospedali. Ero a San Bonifacio, lì ho incontrato il Dottor Vincenzo Furvaro, per me è stato una sorta di padre.

Ti aspettavi di essere insignita di questa onorificenza?

No. È stato tutto molto inaspettato. Incontrare persone che, per diversi motivi, non avrei mai immaginato di conoscere, è stata un’emozione indescrivibile.

La foto della premiazione che ci ha inviato Giada oggi, 15 maggio 2025

E a breve conoscerai il Presidente, come ti senti? (l’intervista è stata realizzata a fine aprile, ndr)

Non lo so, non ho aspettative. In tv lo vedo sempre serio. Non so cosa aspettarmi. C’è chi dice che è un nonno buono, chi dice che è sempre serio. Ve lo saprò dire.

C’è chi ha paura della tua condizione, perché non capisce e si ferma alle apparenze, in questi casi come reagisci?

L’ironia è la miglior arma. Anche quando giro per le scuole a raccontare cos’è l’osteogenesi imperfetta, lo faccio usando l’ironia. E la applico anche nello sport che faccio – cioè il nuoto – a scuola. Ovunque.

E da grande cosa vuoi fare?

Ho tantissimi interessi, mi informo, conosco il diritto e non escludo di iscrivermi a giurisprudenza. Quando accade qualche fatto di cronaca corro subito a informarmi.

Qualche esempio?

Il conclave. Quando ho appreso la notizia della scomparsa del Pontefice, mi sono informata su quale fosse l’iter di elezione del Papa. È bello scoprire sempre cose nuove. Oppure quando viene indetto qualche referendum, solitamente sono io che spiego a mia mamma i quesiti referendari e cosa è chiamata a votare.

A proposito di mamma. Due parole su di lei?

Ha sempre creduto in me ed è la mia roccia. E io sono la sua. Mi ha sempre sostenuta, dopo un’operazione era lei che mi aiutava a rimettermi in piedi. Quando tutto è cominciato e non aveva idea di cosa fosse la malattia, ha aperto internet e digitato quell’insieme di lettere e ha iniziate a capire, a conoscerla. Ora l’affrontiamo insieme, ma non corro senza di lei!

In chiusura, parlaci della tua corsa…

Siamo arrivati alla sesta edizione di “Caminar donando” e i fondi raccolti vengono sempre impegnati per finanziare le attività di AS.IT.O.I, l’associazione nazionale che fa ricerca sulla nostra malattia. Arrivano persone da tutto il mondo per conoscere me e io sono contenta ispirarle.