Il Giardino di Pojega ospita i ragazzi dell’Università di Hong Kong e dell’UCL
di Daniela Cavallo | 9 Aprile 2025La valorizzazione del Giardino di Pojega a Negrar di Valpolicella è nata dall’aprire il giardino ad una esperienza fatta di emozioni, dall’accogliere i visitatori facendoli sentire “decorazioni viventi”, come nell’intenzione del suo progettista, l’architetto Luigi Trezza (1752-1823). L’accoglienza è diversa dall’ospitalità; quest’ultima è ciò che è dovuto, l’accoglienza, invece, mette in gioco le persone, crea relazioni, fa si che queste tornino creando un legame. Questo è stato fatto invitando gli studenti e i docenti di due Scuole internazionali di Paesaggio ed Architettura.
«Abbiamo ascoltato con attenzione la storia del giardino – ci dice il Professor Gunther Galligioni che ha accompagnato un gruppo di studenti del Master in Architettura del paesaggio della Bartlett School, UCL, Londra, in visita al Giardino di Pojega -. E siamo rimasti profondamente colpiti dal suo disegno, dal progetto, dalla sua posizione straordinaria nelle colline della Valpolicella e dall’eccellente lavoro di restauro che lo ha riportato al suo splendore originale. La visita guidata ci ha fornito preziosi spunti su come l’architetto Luigi Trezza ha reinterpretato i “topoi” del Giardino all’Italiana, al contempo abbiamo compreso come l’azienda Rizzardi affronta le sfide e le opportunità della produzione vinicola all’interno dello splendido paesaggio della Valpolicella. Un luogo da scoprire ancora».

Il Professor Kentaro Nagano, dell’Hong Kong Design Institute, dipartimento di Architettura, ha fatto parlare alcuni studenti per cogliere le emozioni che ha lasciato la visita al Giardino di Pojega.
Yauhingwai ci racconta che nel “Pojega Garden” ha percepito un senso di serenità e armonia, «I fiori di stagione sbocciano in colori alternati, come se fosse un dipinto vivido».
Reo Wong Mi ci dice che ha adorato il modo in cui i sentieri ti guidano attraverso lo spazio, invitandoti all’esplorazione a ogni svolta: «La parte più incredibile per me è stato l’Hidden Garden, uno splendido punto centrale con una cupola verde che un tempo prosperava con una vegetazione vibrante».
Wong Long Yat, Alistar ci ha detto che visitare il giardino di Pojega è stata un’esperienza incredibile: “Camminando, ho notato dettagli interessanti nell’architettura e il modo in cui la luce gioca negli spazi. Le composizioni delle piante sono fonte di ispirazione e mi hanno dato idee per i miei progetti, l’atmosfera generale del posto mi ha fatto pensare a quanto siano importanti gli spazi verdi nell’architettura”.
Per Galang Shantel Abigail Sanchez: «La capacità del giardino di suscitare stupore e contemplazione è davvero eccezionale».

Rain ci ricorda che «Il disegno del Giardino di Pojega ci ha ispirato un atteggiamento di rispetto della natura e a pensare l’edificio un’estensione organica dell’ambiente nel suo complesso: è la direzione che il design contemporaneo merita di esplorare in profondità».
Po Hiu Ching si è soffermato sull’esperienza immersiva: «L’esperienza di camminare al suo interno è speciale; quando i visitatori camminano dentro al giardino sono circondati da alberi e la luce del sole che splende può creare una sorta di strada, alberi alti e ben potati su entrambi i lati creano un maestoso corridoio di luce solare e foglie».
La visita si è conclusa per entrambe le Università con la degustazione del vino Ripasso “Pojega”, che ha arricchito l’esperienza, offrendo un vero “assaggio” di Negrar e della sua regione vinicola circostante: «Il vino rosso qui è corposo e stratificato, – ci dice Yauhingwai – come se si potesse assaporare la terra e il sole locali. Il giardino non è solo un complemento alla degustazione di vini, ma anche uno spazio in cui le persone possono rilassarsi e godersi la vita. È un rifugio ideale, sia da soli che in compagnia di amici, Pojega Gardens è un luogo di ispirazione e bellezza!».


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