La visione illuminata di Ercole Marelli nel libro di Mario Magagnino
di Alice Martini | 2 Gennaio 2025Il nome Marelli viene riconosciuto e associato ancora oggi in tutto il mondo all’azienda elettromeccanica, fondata da Ercole Marelli nel 1891, ricordando la storia di un imprenditore illuminato capace di costruire in vent’anni un’impresa di 1500 operai. Il viaggio del volume “L’imprenditore Inatteso”, di Mario Magagnino e prodotto da Cierre Edizioni, indaga approfonditamente sulla figura di questo uomo che, partito da umili origini, seppe sviluppare principi sani, etici e di marketing e applicarli alla crescita della sua azienda, valorizzando nel contempo il Made in Italy, facendosi anche primo promotore intraprendente contro la corruzione negli appalti della pubblica amministrazione e la prepotenza delle politiche industriali tedesche nel settore metalmeccanico.
Da dove nasce l’idea de “L’imprenditore Inatteso”?
Una scoperta casuale grazie al mio amico e curatore di monografie aziendali, Massimo Orlandini, che mi ha segnalato e fornito una copia dell’originale e sorprendente Monografia dei vent’anni della Ercole Marelli & C, pubblicato in occasione del ventennale dell’azienda, e che presenta la storia dell’impresa dalle origini nel 1891 al 1911. Da qui nasce un lavoro di approfondimento che è omaggio ad un imprenditore illuminato e rivoluzionario per la sua epoca e ai suoi 1500 operai, mai considerati solo “dipendenti”, con i quali Marelli seppe costruire un esempio di modello virtuoso e umano aziendale in soli vent’anni. Una visione davvero illuminata.
Nel libro una sua supposizione: il prototipo della attuale Consip trova già origine nel 1912.
L’impegno di Marelli per la crescita contro lo strapotere dell’industria tedesca e la corruzione negli appalti della pubblica amministrazione portò il governo dell’epoca a istituire una commissione, che si può considerare il primo prototipo della odierna Agenzia Nazionale Consip (nata circa 30 anni fa). Proprio il 17 febbraio 1912 la Gazzetta Ufficiale pubblica un D.M., composto di sei articoli, per “l’istituzione di una Commissione consultiva presso il Ministero del Tesoro allo scopo di predisporre piani coordinati degli approvvigionamenti che occorrono Amministrazioni dello Stato che si possono affidare all’industria nazionale”.
La sicurezza in fabbrica: già un precursore del welfare…
Marelli era convinto che il benessere dei suoi operai fosse fondamentale: ecco perché fece costruire per le sue aziende refettori, spogliatoi e lavatoi, e teneva in alta considerazione l’importanza della prevenzione agli infortuni. Nel 1910 facilitò la nascita della Società di Mutuo Soccorso Interno: l’operaio in caso di malattia non avrebbe dovuto vivere di carità, ma avrebbe avuto gli strumenti per far fronte alle avversità con dignità. Un dato su tutti fu che in 20 anni la Ercole Marelli non ebbe alcun infortunio mortale. Dal primo gennaio 1912 la Ercole Marelli erogò inoltre una “assicurazione sulla vita” ai propri dipendenti.
Una visione anche nella produzione, un precursore dei principi che stanno alla base del moderno “just in time”.
Secondo la mia opinione, Marelli fu anche un precursore di una sorta di modello “just in time” perché, seppur privo di conoscenze di psicologia industriale, fu capace di raggiungere livelli di produzione altissimi, arrivando nel 1911 nella sola linea ventilatori alla quota di 100 mila pezzi prodotti, basandosi solo su un forte concetto motivazionale e una logistica interna, che prevedeva in ogni fabbrica una piccola officina interna che producesse per se e per eventualmente altri. Questa produzione tutta interna alla fabbrica favorì lo svilupparsi di un design proprio, potendo fregiare quindi in seguito i prodotti come vera espressione di Made in Italy.
Il suo è anche un libro interattivo.
Si può dire che questo libro si può leggere con il cellulare in mano, cosa a cui assolutamente io non sarei d’accordo. Ma qui è davvero utile, perché abbiamo pensato di inserire alcuni QR code che approfondiscano sul momento gli argomenti trattati.


In Evidenza
Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»

Il grammofono de “La vita è bella” suona al Museo della Radio per il Giorno della Memoria

Nata con un solo ventricolo, oggi è mamma: l’incredibile storia di Laura (e della piccola Atena)

Magis al fianco di AIRC con “Le Arance della Salute”

Dopo dieci anni l’uistitì Fortunato entra nei programmi di conservazione



