Dici crescita, dici tutto
di Sara Avesani | 6 Dicembre 2024Se c’è una cosa che ho capito da quando sono diventata mamma, è che la crescita delle mie figlie è fatta di fasi. Ma quante ce ne sono? Ogni volta che penso di averne superata una, mi ritrovo in quella successiva che è sempre peggio. Ricordo che mi lamentavo delle notti insonni. “Ah, ma passerà,” dicevano tutti. E quando finalmente cominciano a dormire (vale solo per la mia seconda figlia) arriva la fase dei “Terrible Two” – quegli adorabili due anni in cui il tuo dolce pargoletto si trasforma in un piccolo dittatore col pigiama. Tutto è “no” e la logica è un ricordo lontano.

Ai tre anni i capricci sono più complessi, ragionamenti a spirale da cui nemmeno Platone uscirebbe vincitore. Si rifiutano di indossare le scarpe perché “il piede non vuole” e si arrabbiano perché il cioccolato non è abbastanza “cioccolatoso”. Ma non temete, perché i quattro anni portano nuove gioie. Arrivano i “perché“: domande su ogni dettaglio dell’universo. Ti senti quasi la mamma di un futuro scienziato, “vincerà il Nobel?”. Poi arrivano i cinque, dove scoprono di avere opinioni su tutto e le esprimono a gran voce, specialmente in pubblico, per farti fare bella figura. Una volta ho discusso con mia figlia su quale fosse il colore “più colore” e ho perso.

L’era delle elementari direi sono un buon compromesso, il campo di battaglia delle feste di compleanno e delle “amichette/i ad intermittenza”: da sconosciuti a migliori amici in due secondi e mezzo. Ma attendi, perché l’apocalisse inizia alle medie: ecco i preadolescenti professionisti. “Mamma, non capisci niente”, diventa il nuovo mantra. E infine… rullo di tamburi… l’adolescenza vera e propria! I genitori sono ufficialmente le persone più imbarazzanti del pianeta. Il solo fatto di esistere li mette a disagio. Le fasi precedenti? Un gioco da ragazzi. Passa dal volerti bene all’odiare anche la tua ombra.

E quindi, dopo tutto questo, ti chiedi: “ce la farò?” Spoiler: no, nessuno ce la fa. Si sopravvive, ci si ride su, ci si inventa qualcosa e ci si consola con una sola certezza: che l’amore per loro cresce sempre di più.


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