Odori sospetti a Montorio: il comitato frena Superbeton
di Redazione | 6 Maggio 2016Strani odori e depositi di glifosato nelle aiuole. Questi i sospetti segnali riscontrati dalla cittadinanza di Montorio e dagli abitanti delle circoscrizioni limitrofe alla 8°. Per risolvere questa criticità, il “Comitato Ambiente Montorio” ha voluto alzare la voce raccogliendo più di 900 firme e segnalazioni di disagio.
di Marco Menini
Sembra essere Superbeton Spa, l’azienda del bitume di Via del Vegron (Montorio), la responsabile di molteplici disturbi ambientali percepiti dai cittadini veronesi. Si parla di strani odori e rumori fastidiosi. Il tutto però è amplificato alla sola idea che l’azienda incriminata, e già sottoposta a perizia, abbia ricevuto la delibera per espandere la propria attività. Quadruplicando le sue dimensioni infatti, quali potrebbero essere le conseguenze in termini ambientali?
Non è senza radici la “questione Superbeton“: già nel gennaio 2014 le segnalazioni del Comune di San Martino Buon Albergo alla Provincia di Verona avevano portato alla sospensione dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e alla produzione di conglomerati bituminosi. L’azienda era dunque già stata ritenuta responsabile del problema in precedenza. 104 camion in transito ogni giorno per 70 mila tonnellate all’anno di bitume, in regime provvisorio, che però diverranno 322 mila nel 2018, grazie alla concessione.
La prospettiva sembra dunque non essere trasparente e limpida, poichè sul sito sarebbero presenti ben sei impianti di Acque Veronesi.
Per questa ragione il “Comitato Ambiente Montorio” sta organizzando diversi eventi nella zona per sensibilizzare i cittadini sul tema, l’ultimo mercoledì sera in Piazza delle Penne Nere (Montorio), allo scopo di dare la possibilità a tutti di partecipare al miglioramento ambientale.
Per segnalazioni: http://bit.ly/1q2tSwy
Facebook: http://bit.ly/1UCP88T


In Evidenza
Andrea Bassi: «Per case anziani e Ipab serve una legge chiara»

Sabina Valbusa, una campionessa che insegna ancora a sognare

La moda olimpica di Milano Cortina 2026 tra stile, identità e cultura

Taglio del nastro a Villa Michela: una casa per l’autonomia di persone con disabilità

Gianfelice Facchetti: «Giacinto era un esempio, da giocatore e da padre»

Cani, gatti e baruffe in convivenza

Il dono di sangue promosso con uno scatto nel concorso FIDAS

Matteo Grezzana: «L’invecchiamento è una conquista»

Olimpiadi invernali 2026: il sogno di Verona


