Siamo andati a “Indovina chi viene a cena?” e abbiamo scoperto la Russia di Tatiana
di Redazione | 1 Febbraio 2018L’indirizzo della casa viene comunicato il giorno prima della cena. Nessuno può scegliere a quale tavolo finire. Un appuntamento al buio in piena regola se non fosse che con il progetto “Indovina chi viene a cena?” l’amore c’entra ma con fattezze diverse. Noi ci siamo “infiltrati” tra gli ospiti e siamo stati accolti da Tatania, nella sua casa di Bussolengo. Abbiamo mangiato, parlato di Mosca d’inverno e siamo stati bene. Anzi, ottimamente, come dicono i russi.
Lasciarsi stupire per il tempo di un paio di portate. Questa la regola aurea di “Indovina chi viene a cena?”. Un progetto di relazione che sceglie il cibo come prima piccola pietra per costruire architetture comunitarie necessarie. 38 cene organizzate finora e 130 ospiti accolti nelle cucine intime di 28 famiglie per un totale di 27 nazionalità rappresentate. L’evento, nato a Torino nel 2011 grazie a Rete Italiana di Cultura Popolare e poi diffuso in altre città, è approdato a Verona nel 2013 con il sostegno di Net Generation- veronetta129, Mag e CookPad. Tra appetiti e sorrisi, senza quasi accorgersene, si è arrivati alla quinta edizione. Come funziona? Molto semplicemente, una volta al mese, da ottobre ad aprile, famiglie di stranieri che risiedono a Verona invitano a cena degli sconosciuti e imbandiscono la tavola con i loro sapori lontani.
Sabato scorso, mamma e figlia, fidanzato e fidanzata sono arrivati come invitati imprevisti nella casa di Tatiana, russa, da 18 anni in Italia. A Bussolengo, la sua tavola era quella dei cenoni russi. Le confidenze hanno trovato, in un attimo, la loro strada tra insalate ricoperte di barbabietole, zuppe buonissime e brindisi colmi di vodka. Nel salotto l’albero di Natale ancora addobbato ha ricordato a tutti i tempi diversi del calendario giuliano e delle festività ortodosse. «Dicono i russi che quando si sta bene, in realtà si sta ottimamente: è solo che non ce ne rendiamo conto», ce l’ha svelato Tatiana prima di correre in cucina a tirare fuori dal forno l’anatra. Tutte le squisitezze assaggiate, le più con nomi che sfuggono le nostre pronunce, se non sono irrivelabili segreti di famiglia, possono essere condivise sulla piattaforma Cookpad, ricetta dopo ricetta.
Si può già cerchiare il calendario per le prossime date: sabato 24 febbraio, sabato 24 marzo, sabato 28 aprile. Per partecipare basta prenotare a info@veronetta129.it (o al numero 334.5291538) il proprio posto entro dieci giorni dalla data scelta. Il contributo per ogni cena è di 15 euro e viene devoluto alle famiglie ospitanti per le spese. Le ragioni dell’esperienza stanno tutte lì, tra i tanti pensieri emozionati di chi ha partecipato. Perché anche assaggiando una polpetta di ceci e guardando la foto del matrimonio sulla credenza, si può compiere l’incipit di quelle politiche culturali dal basso, invocate ma non sempre praticate.
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