In quattro sul vulcano più alto del mondo
di Redazione | 29 Gennaio 2019Tutto è cominciato come un gioco: Monte Nevados Ojos del Salado, interpretato da alcuni alpinisti veronesi come “gli occhi sulla soppressa”; da lì una lunga preparazione e la conquista della seconda montagna più alta dell’emisfero australe.
In balìa delle temperature artiche, dell’ossigeno rarefatto, e dell’acqua che ghiacciava prima di poter risciacquare i piatti, hanno portato a casa la vetta del vulcano più alto del mondo (e la seconda montagna più alta dell’intero emisfero australe).
Sono Lino Scandola, Giorgio Morini, Romeo Cappelletti e Claudio Sponda, i quattro veronesi che nei giorni a cavallo tra novembre e dicembre hanno intrapreso un viaggio che li ha portati a scalare il confine tra Cile e Argentina e ad arrivare sulla cima dell’Ojos del Salado.

Partono da un luogo secchissimo, Copiapò, nel deserto di Atacama, in Cile. Si spostano nei percorsi impervi della montagna e arrivano alla laguna Santa Rosa, il punto di partenza dell’avventura, situata a circa 3800 metri.
[pantheon_gallery id=”61577″][/pantheon_gallery]
Per poter affrontare ascese di questo tipo, occorre acclimatare il corpo gradualmente. In pratica ogni giorno si sale di qualche centinaio di metri per abituare il fisico al cambiamento, e poi si scende la sera per permettere il sonno.


In Evidenza
Il giubbino di jeans, amore infinito

Uno spettacolo di musica funky per Santa Giuliana

Gianbattista Baronchelli: «A 20 anni, perdere così è vincere»

I Labubu alla conquista del cinema

Fevoss ha un nuovo “Pulminoamico”

Fondazione Just Italia: 200mila euro per la ricerca sul medulloblastoma

I Fuori Classe e Alex Fusaro di nuovo insieme per il singolo “Unica”

Tullio Gritti: «Nel calcio serve tutto: talento, carattere e le persone giuste accanto»

La riabilitazione delle pazienti oncologiche si fa (anche) in barca a vela


