Dagli USA al Frantoio Bonamini: olio d’eccellenza per ospiti d’eccezione
di Redazione | 22 Luglio 2021Frantoio Bonamini, conosciuto oltreoceano per le sue eccellenze, è stato nuovamente scelto come partner di “Mediterranean Diet and Health” un programma organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Alimentazione dell’Università statunitense di Tucson.
Il progetto, riservato solo ad un numero limitato di studenti meritevoli, mira a comprendere come gli alimenti della dieta mediterranea, associati alle regole di una corretta alimentazione, riescano ad apportare notevoli benefici in termini di salute, giungendo a prevenire una serie di malattie e disturbi cronici tra cui problemi cardiovascolari, cancro e diabete.

Spinti da questo obiettivo di ricerca 16 alunni, tra i 20 e i 22 anni, guidati dal professore Donato Romagnolo edalla ricercatrice Ornella Selmin sono partiti dall’America per intraprendere un viaggio, della durata di un mese, alla scoperta delle tipicità enogastronomiche del Veneto, prima tappa il 19 luglio Frantoio Bonamini.
La lezione con visita al frantoio ha permesso agli studenti di comprendere il processo di produzione e le molteplici proprietà organolettiche dell’olio extravergine d’oliva grande protagonista della dieta mediterranea.
Non solo teoria ma anche pratica grazie all’intervento dello chef Marcantonio Sagramoso che ha deliziato i presenti con un pranzo in cui il pluripremiato olio Evo è stato esaltato in tutto il suo gusto e i numerosi valori nutrizionali.

Donato Romagnolo e Ornella Selmin, di origine italiana ma da oltre trentacinque anni in America, hanno scelto la loro regione di nascita come sede di studio e ricerca per il corso.
«Un progetto estremamente coraggioso che si rinnova per il terzo anno superando la situazione globale incerta» così Sabrina Bonamini, guida della giornata trascorsa al frantoio, che prosegue «In America hanno una concezione dell’alimentazione basata su preparazioni veloci e cibi pronti ma, grazie a questo corso, gli studenti apprendono i benefici della dieta mediterranea incentrata sulla cura della preparazione e attenta alla parte salutistica. Quando torneranno negli Stati Uniti porteranno con loro questa cultura. Un semplice ma importante punto di partenza per uno scopo più ampio che vede la creazione di relazioni e interazioni per il miglioramento dell’alimentazione oltreoceano».
Si pongono così le basi per educare le future generazioni ad un miglioramento e cambiamento alimentare e culturale di cui Frantoio Bonamini e l’intera città di Verona, con le sue eccellenze, si fanno oggetto di studio.
“Mediterranean Diet and Health” è aperto a diverse facoltà dell’università e permetterà a futuri medici, nutrizionisti e professionisti dell’alimentazione di tornare a casa con il bagaglio più pesante, arricchito da questa esperienza tanto unica quanto formativa.


In Evidenza
Giampaolo Fraccaroli e Roberto Zanon: «Il farmaco più efficace? L’attività fisica»

Roberto Aere: in punta di pennello

AVIS Provinciale Verona: nel 2025 oltre 32.700 donazioni

Verona ricorda Lina Arianna Jenna: posata una nuova pietra d’inciampo in via Emilei

Barbara Begnini e Roberto Caliari: «Per diventare clown dottore devi avere un cuore che batte davvero»

La Scaligera Basket in visita ai bambini dell’Oncoematologia di Borgo Trento

Giovanni Polato, donatore da record a Villafranca: «ho seguito l’esempio dei miei genitori»

Francesco Moser: «La bicicletta? L’ho sempre vista come la vanga o la roncola»

Il grammofono de “La vita è bella” suona al Museo della Radio per il Giorno della Memoria



