Sara Laure: «Il mio sogno? Arrivare ai Grammy»
di Redazione | 17 Marzo 2022Si intitola “Prima donna” il nuovo singolo della cantautrice veronese Sara Laure. Un testo scritto di getto, nel giro di una manciata di notti insonni durante le quali Sara ha rievocato ricordi ed emozioni passate cucendole su una melodia che richiama l’R’n’B, il soul e la musica elettronica. Una canzone intensa, con qualche sfumatura di francese, che vuole parlare anche, e soprattutto, a chi vive momenti difficili e si sente abbandonato, e che arriva come una stilettata al cuore di chi la ascolta.
Sara come è iniziata la tua avventura nel mondo della musica?
Tutto è iniziato quando ho iniziato a cantare nei vari locali, dove ho fatto una bellissima gavetta. Da lì mi è stato chiesto di fare la leader singer della cover band di Rihanna e quindi da lì è partita la scintilla dove ho capito che era arrivato il momento per me di fare le mie canzoni e il mio percorso.
Il tuo esordio è stato nel 2020 con “Ma force” e adesso sei tornata con un nuovo singolo. Di cosa parla?
Io volevo inizialmente parlare della mia storia, raccontare quello che ho affrontato io nella mia infanzia: i vari ostacoli che ho incontrato nel mio percorso per far capire alla gente che l’unica cosa che conta veramente è credere in se stessi, non ascoltare quello che dicono gli altri. Io ho veramente dovuto lottare tanto anche perché ho una famiglia che non mi ha mai appoggiato in questo percorso. Sono stata anche vittima di bullismo da piccola, ma alla fine ho imparato a esprimere me stessa e sono fortunata a lavorare con persone che mi danno la possibilità di poter raccontare la mia storia, di essere libera, di essere l’artista che voglio essere.
So che questa canzone l’ha scritta di getto…
Sì, è stata una cosa molto divertente e incredibile perché avevo questa base in testa e mi ricordo che mi svegliavo di notte con questo suono e nel dormiveglia mi registravo con il cellulare, scrivevo le varie cose…ero in un mood pazzesco.
La tua famiglia adesso ha cambiato idea su quello che fai?
No, purtroppo sono ancora titubanti. Li capisco perché non conoscono questo mondo e vedendolo dall’esterno hanno una percezione diversa. Però sanno come sono: ho i piedi per terra, ho la testa sulle spalle quindi possono stare tranquilli.
Nel futuro di Sara cosa c’è? Magari anche qualche lavoro fuori dall’Italia?
Di sicuro quello è uno dei miei obiettivi. Il mio sogno è arrivare ai Grammy.



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