In Valpolicella si va a scuola di sostenibilità
di Redazione | 17 Maggio 2022Sostenibilità. Una parola abusata quanto piena di sfumature. Ma cosa significa veramente imparare a rispettare l’ambiente? Le migliori risposte a questa domanda arrivano dai bambini delle scuole primarie della Valpolicella dove, oltre 350 alunni, hanno intrapreso il nuovo percorso di educazione ambientale. L’iniziativa è organizzata dal Consorzio di Bacino Verona Due del Quadrilatero in collaborazione con Humana People to People Italia.

«Attraverso attività ludiche e di gruppo sono stati veicolati i valori centrali che rendono i bambini e le bambine di oggi, cittadini consapevoli di domani – chiarisce Giorgia Speri, responsabile di progetto e presidente Consorzio di Bacino Verona Due del Quadrilatero -. Proposta come un gioco, l’educazione alla sostenibilità diventa una questione seria per i giovani studenti che, una volta a casa, ammoniscono mamma e papà per non aver differenziato correttamente o per lasciare il rubinetto aperto quando si lavano i denti».
Curiosi e avventurosi, i bambini hanno scoperto che si può aiutare l’ambiente comprando vestiti usati, vintage, che diventano affascinanti perché custodiscono una storia; hanno sperimentato le modalità di riuso e tutte quelle buone pratiche a beneficio e tutela del territorio.
«Il corso è aperto a tutti gli istituti della provincia di Verona che hanno deciso di aderire, non solo alle scuole della Valpolicella – sottolinea la presidente Speri -. Numerose le attività creative pianificate da Achab Group che hanno come focus, quest’anno, la strategia delle 5 R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero. L’obiettivo è mettere in pratica azioni concrete rivolte a una maggiore consapevolezza del proprio impatto ambientale. Tra queste, anche la scoperta del circolo virtuoso del riutilizzo degli abiti che non si indossano più ma che possono trasformarsi in una nuova risorsa anziché in un rifiuto».
«Tantissime le domande poste dai bambini che ci stupiscono per capacità di analisi e sensibilità – conclude Giorgia Speri -. Nodo centrale per una corretta comunicazione sono i docenti: ci restituiscono i feedback degli alunni e ci aiutano a costruire una didattica fruttuosa. Ogni anno, infatti, alla fine dei corsi, compilano un questionario in cui forniscono consigli e indicazioni in modo da arricchire e migliorare l’insegnamento. La sostenibilità è un lavoro di squadra».


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