La rivoluzione della semplicità
di Redazione | 8 Luglio 2022In occasione de Le piazze dei Sapori, che lo scorso maggio hanno invaso con profumi e gusto il centro di Verona, Francesca Giovannini, meglio conosciuta come “La Bluebird”, ha presentato la sua “Cucina essenziale. Semplice e consapevole”, un libro di ricette, consigli e buone pratiche che è al tempo stesso una piccola, ma potente, rivoluzione culturale.
Non si tratta solo di passione per la cucina: ciò che muove Francesca Giovannini è il forte desiderio di voler condividere il suo sguardo sul mondo. «Un’esigenza nata sette anni fa con l’apertura del blog The Bluebird Kitchen – ci racconta – quando la mia passione aveva bisogno di una casa che la contenesse». Un viaggio partito inizialmente senza grandi aspettative, che con il tempo si è rivelato capace di dare al cibo una nuova dimensione, trasformandolo in una forma di comunicazione.
“Cucina essenziale” non è solo ricette, ma veicolo di una piccola grande rivoluzione: per mangiare bene e volersi bene non serve molto, è sufficiente la semplicità e l’esercizio a ritrovare l’essenza delle cose. «Basta avere ingredienti buoni e cucinare con amore, pensando ai sapori» sottolinea Giovannini, che nel suo libro condivide anche consigli sul come gestire in modo semplice e sostenibile (anche in termini di tempo) i pasti e la spesa di tutti i giorni.
La cucina che propone è libera da etichette, desiderosa di determinare nuovi equilibri e basata su una scala valoriale diversa da quella in cui spesso ci troviamo immersi, con al centro velocità, immediatezza e appagamento di ogni desiderio. «Questo perché il cibo viene trattato come un prodotto qualsiasi – commenta – quando non lo è affatto. Il cibo è il nostro nutrimento e in quanto tale segue la nostra evoluzione e cambia nel tempo». Quello che possiamo fare oggi, scrive Francesca Giovannini in apertura del suo libro, è abbracciare una nuova normalità basata su un’alimentazione principalmente a base vegetale, che si basi su ingredienti il più possibile locali o nazionali, che non premi l’omologazione, ma che riconosca anche le imperfezioni estetiche della natura, evitando così gli sprechi, e che rispetti profondamente il cibo dandogli il valore che merita e riportandolo alla sua essenza.
Non ricette rivoluzionarie, quindi, ma pensate per il quotidiano, che possano far ritrovare l’ispirazione per mettersi ai fornelli. Tra le pagine di “Cucina essenziale” possiamo farci incuriosire da una zuppa fredda di pomodoro, dalle lasagne di melanzane o da una pasta di primavera, e ancora da un curry di verdure, tacos, contorni e lievitati. Una cucina che riconnette tempo, luoghi e ricordi, mostrandoci come le piccole azioni di ogni giorno siano il punto di partenza per cambiare un sistema in larga scala.


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