Benvenuta, Rete Valpantena
di Alessandra Scolari | 29 Dicembre 2022Apprendiamo, con piacere, la nascita di un nuovo sodalizio – Rete Valpantena – il cui scopo principale è la valorizzazione della Vallata, con le sue risorse agro alimentari, il suo paesaggio e le sue peculiarità turistiche. Un territorio che gli storici distinguono in «bassa Valpantena», quella pianeggiante e in «alta Valpantena» quella in collina, ma che ancora non è Lessinia.
La Valpantena, oggi spesso considerata «la cenerentola delle valli», nei secoli è stata strettamente legata alle vicende di Verona, la cui nobiltà ha fatto della «bassa Valpantena» il suo luogo di villeggiatura, costruendo ville e piccoli castelli, difesi dalle mura dei broli, segno tangibile della barriera che separava il mondo della nobiltà da quello contadino. Una dicotomia che si sviluppò durante il periodo Veneziano, creando la Valpantena legata ai Signori ed alla mezzadria e la Valpantena povera, quella dei piccoli proprietari.
Dal secolo scorso la Valpantena, in particolare Grezzana che fin dall’antichità è sempre stata ritenuta il «cuore» di questa vallata, porta con sé due forze dominanti: da un lato quella che la vorrebbe periferia della città e quella che la vede legata a doppio filo alla Lessinia e alla sua vocazione turistica. Questo è successo soprattutto dopo il grande sviluppo urbano della vallata, iniziato nel secondo dopo guerra e ancora (in parte) in atto. Molte persone (specie a Grezzana) sono scese dalla Lessinia, per essere vicini al lavoro – le imprese lapidee e artigiane, negli anni Settanta e Ottanta, hanno portato molta occupazione. Nelle frazioni del comune di Verona – da Marzana a Poiano, comprendendo Sezano, Santa Maria in Stelle, Nesente e Novaglie – oltre alla normale crescita, molte persone sono uscite dalla città, cercando tranquillità e un clima favorevole.
Tuttavia la Valpantena con una superfice di oltre 70 chilometri (sono 52 solo del comune di Grezzana) e una popolazione di circa 20mila abitanti ha tutte le carte in regola per emergere con la propria identità e occupare un ruolo fondamentale nelle scelte anche politiche.
Ambiziosi i progetti di «Rete Valpantena», l’auspicio più importante è che riesca rimuovere quella cortina di indifferenza (causata anche dal Covid) e coinvolgere le giovani generazioni di valpantenesi nella valorizzazione della propria vallata a tutti i livelli, locali, nazionali e internazionali.


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