Era destino che fosse amore
di Redazione | 10 Febbraio 2023Una vera e propria storia d’amore, iniziata, guarda caso, nel giorno dedicato agli innamorati, il 14 febbraio. Esattamente 15 anni fa, era il 2008, in uno studio notarile di Verona, nel giorno di San Valentino, veniva posto il sigillo sulla nascita della società editrice Infoval (ora Smart Network). Davanti all’ufficiale di Stato eravamo in tre: io, un mio caro amico d’infanzia, Matteo Masotti, e l’associazione Innoval – Innovazione Valpantena Lessinia presieduta allora dall’imprenditore Germano Zanini.
Proprio a Innoval, da neo laureato in Giornalismo, mi rivolsi per ricevere consigli e avviare di lì a breve l’avventura editoriale che portò, nel maggio dello stesso anno, all’uscita del primo numero di Pantheon. Incontrai persone, professionisti, imprenditori disponibili, aperti, che si stavano interrogando da tempo su come affrontare il grande cambiamento, e la profonda crisi, che stava per abbattersi sull’economia italiana, locale, e in particolare, in quella zona, sul settore lapideo.
Il mio desiderio, condiviso con le persone che credettero in quella scommessa professionale, era quello di poter dare voce, in un momento di forte transizione, a tante realtà che rappresentavano delle vere e proprie eccellenze, con la convinzione che il parlare di loro, delle buone pratiche che attuavano, delle strategie che mettevano in campo per emergere in un mercato in piena rivoluzione, creasse quella consapevolezza, all’interno di una comunità, capace di stimolare la nascita di nuove idee per affrontare quegli anni turbolenti con maggiore forza.
Storie di impresa, modelli, progettualità, storie di persone che oggi definiremmo resilienti. Sulle pagine dei primi numeri di Pantheon c’erano loro, i protagonisti in positivo di un territorio che aveva molto da raccontare e che in passato si era raccontato forse troppo poco.
In parallelo, pensai subito a creare un’opportunità di lavoro in ambito giornalistico per me e per tanti giovani che come me condividevano il sogno di poter far parte di una realtà redazionale, di mettersi al servizio di tante comunità per trovare del buono da far emergere. La parola d’ordine era fiducia: nel futuro e nelle persone.
Partimmo, grazie anche a una grafica, Nicoletta Macchiella, che impaginò quei primi numeri, e poi si aggiunsero tante persone, tanti ragazzi e ragazze che hanno contribuito nel corso del tempo a far crescere quell’idea originaria e a farla diventare ciò che oggi è il Gruppo Verona Network. Sono decine, centinaia i nomi che potrei fare, che hanno vissuto – chi per poche settimane, chi per anni – la nostra realtà editoriale, mettendoci impegno, imparando, fornendo spunti e soluzioni, diventando giornalisti (più di 30 quelli iscritti all’Albo grazie alle nostre testate, tra cui una giornalista professionista), grafici, tecnici. A ognuno di loro va un grande, grandissimo grazie da parte mia. Sono sicuro che ognuno di loro è riuscito a cogliere gli aspetti positivi del nostro stare insieme e di capitalizzarli per una crescita personale, umana e professionale.
Oggi siamo qui per il 15° anno, è giusto festeggiare con tutti loro e con le persone, i lettori, che negli anni non ci hanno mai abbandonato.
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