Quando il canto è collante
di Redazione | 3 Luglio 2023Sabato 6 maggio, al Teatro Valpantena, il coro “La Sengia” ha solennemente festeggiato i suoi cinquant’anni di attività, regalando al suo numeroso pubblico un concerto (ben quindici brani), del suo vasto repertorio, chiuso con “Amici miei” cantato all’unisono da coristi e spettatori.
Questo gruppo corale (tutto al maschile) ha ripercorso la sua storia, racchiusa in mezzo secolo di vita, in cui alla conduzione artistica si sono avvicendati i maestri Carlo Ederle, Paolo Dal Dosso e Fabiano Zampieri. Al loro fianco per molti anni il maestro Antonio Zanon (Verona 1921-2012), docente di composizione al Conservatorio di Verona e grande estimatore del coro.
«Amicizia, comprensione, spirito di sacrificio e pazienza hanno permesso di superare le divergenze che talvolta si sono affacciate sul nostro cammino. Riconosco, tuttavia, che collante vero della nostra unione e crescita è stata la passione per il canto», ha detto il presidente Adriano Saletti, con occhi puntati al futuro.
«La pandemia sanitaria ha influito molto sull’attività dei cori che nella socializzazione e condivisione fondano la loro attività. – Ha aggiunto Lino Pasetto presidente dell’Agcv, Associazione Gruppi Corali di Verona (e presentatore della serata) – Il coro La Sengia ne ha approfittato per organizzare questa festa di compleanno, in cui dimostrare le nuove forme di spettacolo corale maturate negli anni».
Il coro è nato nel 1972, a Stallavena, voluto da un gruppo di amici con la passione per il canto corale. Il nome, allora scelto, rappresenta le “sengie” di Stallavena, per sottolineare il desiderio dei coristi di rimanere ancorati alla propria terra. Nel 1985, con il maestro Paolo Dal Dosso, iniziarono a recuperare i canti della cultura popolare della Valpantena e della Lessinia (la maggior parte databili tra fine Ottocento e prima metà del Novecento), armonizzati dal maestro Zanon. Risalgono al 2005 il primo CD e il libro “Lessinia”, pubblicati da La Sengia, che riportano queste “cante” popolari, testimoni di un mondo scomparso. In quegli anni anche il nome del coro è cambiato in “La Sengia della Lessinia”, «per abbracciare un’area vasta del territorio veronese, in cui abbiamo trovato canti e coristi», ha precisato il presidente Salvetti.
Anche il sindaco Arturo Alberti ha sottolineato «l’armonia corale, che il coro ha testimoniato in tutti questi anni, contribuendo a tenere viva anche questo tipo di arte, che aiuta ad abitare più felicemente il mondo».
«Lunga vita al coro La Sengia della Lessinia!» è stata espressa anche dal pubblico che, ascoltando i vari brani, è stato trasportato in quel “piccolo mondo antico” dove quasi tutti cantavano nella gioia e per dimenticare le fatiche.


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