Fu Cordelia
di Marco Zanoni | 20 Ottobre 2023La storia e la geografia della nostra città hanno lavorato nel corso dei Secoli per dare i natali a illustri accademici, professori e personaggi molto influenti nell’ambito culturale cittadino e nazionale. Oggi vi scrivo di una donna, di cui non sono molte in realtà le notizie a riguardo, che è stata però, e di fatto, una delle pioniere nel panorama editoriale italiano: Virginia Tedeschi – Treves, in arte Cordelia.
Nacque a Verona il 22 marzo 1849 da una famiglia facoltosa (il padre era un commerciante di filati e socio della casa editrice Drucker&Tedeschi) e si dimostrò fin da subito molto vocata alla scrittura. Passione che assunse un ruolo preminente nella sua vita qualche anno più tardi e dopo il matrimonio con l’editore Giuseppe Treves. Ne seguì un periodo di espansione della tipografia di famiglia, che si spostò in territorio milanese e le cui spese vennero sostenute anche dalla vendita della dote di Cordelia.
Cordelia venne ben presto riconosciuta pubblicamente come un’intellettuale raffinata, in grado di fare della propria casa un salotto letterario assai ambito (in cui si sedettero, tra gli altri, Gabriele D’Annunzio e Arrigo Boito) e contemporaneamente, di lavorare a pieno ritmo sulla scena editoriale nazionale. Agli inizi del Novecento Cordelia divenne, insieme a scrittrici come Anna Vertua Gentile, Sofia Bisi Albini, Ida Baccini ed Emma Perodi, protagonista del mondo editoriale e della produzione letteraria indirizzata a un pubblico giovanile, in particolare alle ragazze. Fu tra le prime a caldeggiare sin dall’inizio l’emancipazione femminile e si dedicò con successo all’alfabetizzazione dell’infanzia italiana.
Una vita, la sua, spesa per la cultura, il rinnovamento e l’affrancamento culturale delle donne. Cordelia: una veronese protagonista.


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