Abitare con arte
di Redazione | 30 Ottobre 2023Il 13 Ottobre si i è aperto l’androne di Palazzo Sirena Capobianco per accogliere residenti e non del Centro storico di Verona a godere di alcune opere dell’artista veronese Giorgio Olivieri (1937-2017): l’artista è nato e ha abitato nel palazzo di fronte, nella stessa via. Da un’idea degli inquilini, l’iniziativa ha avuto successo e la…
Il 13 Ottobre si i è aperto l’androne di Palazzo Sirena Capobianco per accogliere residenti e non del Centro storico di Verona a godere di alcune opere dell’artista veronese Giorgio Olivieri (1937-2017): l’artista è nato e ha abitato nel palazzo di fronte, nella stessa via.
Da un’idea degli inquilini, l’iniziativa ha avuto successo e la presenza dell’Assessore alla cultura Marta Ugolini ha sottolineato il patrocinio del Comune di Verona: «Plaudo all’iniziativa – è intervenuta l’Assessore – tanto più perchè spontanea dei cittadini che hanno aperto la loro casa per ospitare un momento di arte e di condivisione. L’auspicio è che altri possano seguire l’esempio nel solco tracciato. A Genova esiste già un progetto analogo».
Quando si parla di “centro storico” sembra un concetto astratto, quando si parla di “partecipazione” sembra qualcosa calato dall’alto, tutto estraneo al quotidiano vivere, all’abitare i luoghi. Il centro storico è una comunità viva, la partecipazione è un insieme di piccoli gesti che partono dal basso per diffondersi: l’arte, come il gioco o altri contenuti, cuce il luogo, le persone e le azioni, attiva quel processo che è la cultura, educa alla bellezza ed alla comprensione di essa.

«Ci auguriamo tutti che questo sia un modo di partecipazione attraverso l’arte che accada sempre. – sottolinea Francesco Sandroni di Galleria Marcorossi artecontemporanea – Durante tutto l’anno non solo in concomitanza con Art Verona, che questa sia solo una casualità».
Per questo, Marcorossi artecontemporanea, da decenni con sede nel cuore storico della città, Fondazione Pio Legato Giovanni Dalla Casa, nata dalla volontà del suo fondatore di essere di supporto agli artigiani/artisti veronesi, e gli inquilini del palazzo Sirena Capobianco, sede e proprietà della Fondazione stessa, hanno accolto gli abitanti per creare, attraverso fili invisibili, un nuovo tessuto urbano da indossare, da “abitare” in centro storico, che sia modello per altre iniziative simili, per una abitare consapevole la città di qualità, una socialità di vicinato che non si vuole perdere dopo il Covid.
L’evento espositivo è stato curato dal figlio dell’artista, Stefano Olivieri, che, dopo la morte del padre, ha curato e riordinato l’Archivio delle opere di Giorgio Olivieri che ha sede in quello che un tempo era il suo studio in via Santa Maria in Organo 6 a Verona.
Da un’idea degli inquilini, l’iniziativa ha avuto successo e la presenza dell’Assessore alla cultura Marta Ugolini ha sottolineato il patrocinio del Comune di Verona: «Plaudo all’iniziativa – è intervenuta l’Assessore – tanto più perchè spontanea dei cittadini che hanno aperto la loro casa per ospitare un momento di arte e di condivisione. L’auspicio è che altri possano seguire l’esempio nel solco tracciato. A Genova esiste già un progetto analogo».
Quando si parla di “centro storico” sembra un concetto astratto, quando si parla di “partecipazione” sembra qualcosa calato dall’alto, tutto estraneo al quotidiano vivere, all’abitare i luoghi. Il centro storico è una comunità viva, la partecipazione è un insieme di piccoli gesti che partono dal basso per diffondersi: l’arte, come il gioco o altri contenuti, cuce il luogo, le persone e le azioni, attiva quel processo che è la cultura, educa alla bellezza ed alla comprensione di essa.

«Ci auguriamo tutti che questo sia un modo di partecipazione attraverso l’arte che accada sempre. – sottolinea Francesco Sandroni di Galleria Marcorossi artecontemporanea – Durante tutto l’anno non solo in concomitanza con Art Verona, che questa sia solo una casualità».
Per questo, Marcorossi artecontemporanea, da decenni con sede nel cuore storico della città, Fondazione Pio Legato Giovanni Dalla Casa, nata dalla volontà del suo fondatore di essere di supporto agli artigiani/artisti veronesi, e gli inquilini del palazzo Sirena Capobianco, sede e proprietà della Fondazione stessa, hanno accolto gli abitanti per creare, attraverso fili invisibili, un nuovo tessuto urbano da indossare, da “abitare” in centro storico, che sia modello per altre iniziative simili, per una abitare consapevole la città di qualità, una socialità di vicinato che non si vuole perdere dopo il Covid.
L’evento espositivo è stato curato dal figlio dell’artista, Stefano Olivieri, che, dopo la morte del padre, ha curato e riordinato l’Archivio delle opere di Giorgio Olivieri che ha sede in quello che un tempo era il suo studio in via Santa Maria in Organo 6 a Verona.
Verona e i suoi abitanti, oltre all’ospitalità, possono essere luogo di “accoglienza artistica”, un modello di qualità del vivere e di partecipazione nella tradizione di Urbs picta, ovvero aprire la parte pubblica dei palazzi privati ad iniziative, per esempio legate all’arte, come già accade per giardini e giochi, un modo per essere accoglienti e vivere in maniera attiva, partecipativa la città, dimostrando che i luoghi storici di questa sono abitati, vissuti, hanno una storia collettiva che si mescola con quella delle persone che lì vivono, ciò che in fondo il Turista di qualità cerca.
Gli abitanti storici di un luogo sono ricchezza che alimenta e tramanda la città intera e la sua storia.
Gli abitanti storici di un luogo sono ricchezza che alimenta e tramanda la città intera e la sua storia.


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