Gaetano Morbioli: l’arte di “Correre” tra musica e immagini
di Daniela Cavallo | 7 Ottobre 2024Alto, magro, in forma, classe 1967, sempre vestito di nero, se non altro per praticità, sorride spesso a tutti, ma se si arrabbia è il finimondo. Gli occhi, sempre vispi, sono rimasti quelli da bambino, curiosi, ben aperti sul mondo, uno sguardo al quale non sfugge nulla in una sete di conoscere e divorare esperienze ed emozioni.
È Gaetano Morbioli, uno che del “correre” ha fatto la sua cifra: Run Production è la sua società che produce videoclip da molti anni nel panorama nazionale della musica, ma è anche il suo instancabile motto, mai fermarsi.
Innovatore e pioniere ha una caratteristica che non ha mai perso, la flessibilità, ovvero essere pronti a fare tutto quello che serve: «Molte volte mi è capitato non solo di girare una scena, ma anche riavvolgere le pellicole (quando c’erano le pellicole) e montare il video tutto da solo. Avanti, e correre!».

Ci mette poco Morbioli a captare le informazioni che gli servono che poi fa proprie in un mestiere che lo vede protagonista, dopo molti anni di sperimentazione negli ambienti delle discoteche, prima veronesi, poi milanesi, e nazionali. «Eravamo negli anni Ottanta, abbiamo capito che quel mondo non veniva raccontato, e che i ragazzi erano contenti di essere ripresi come parte di quel momento storico. Così abbiamo in qualche modo, nel nostro piccolo, cambiato il modo di pensare alla musica attraverso le immagini».
Non pensate di trovare chissà che, nella nuova sede in centro storico a Verona (bellissima scelta per ridare vita e una ventata di contemporaneità a questo quartiere), due stanze molto curate, e in quella dove lavora Gaetano poche cose essenziali: un grande e profondo divano di pelle rossa, due librerie nere con videocassette, la foto dei due figli, qualche disegno d’arte alle pareti e una grande scrivania nera dove tre grandi schermi di computer coprono la vista a 180 gradi per gestire contemporaneamente la complessità di un montaggio, di immagini che diventa narrazione.

Un antro sibillino dove nel vuoto dello spazio si respira la creatività, ma soprattutto la capacità di non fermarsi mai, di essere sempre giovani, veloci e avanti agli altri nello scoprire sguardi e strumenti.
Questa è un’eccellenza tutta veronese che, come spesso accade, non valorizziamo mai abbastanza, e che dovremmo fare conoscere ai giovani per l’anelito sempre fresco di “correre”, fare e saperlo fare bene.
A vederlo Morbioli potrebbe essere la versione vivente della scultura di Umberto Boccioni “Forme uniche della continuità nello spazio": anche quando è seduto davanti ai suoi computer, tu vedi mille altri “Gaetano” che si muovono nella stanza contemporaneamente e fanno quello che altri non sarebbero in grado, pensieri in movimento che diventano immagini in movimento.
Sigarette e caffè nero compagni costanti di questo lungo viaggio.


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