Recensioni oneste: Zorba il Greco, una “danza” in nome della vita
di Alice Martini | 29 Agosto 2025Non è stato semplice perché la pioggia rischiava di fermare lo spettacolo, ma forse nemmeno quella o – quasi dettato da uno scetticismo – l’essere un’esibizione completamente al ritmo di danza, avrebbe potuto placare l’entusiasmo finale che ha coinvolto il pubblico al Teatro Romano per la seconda della quattro serate di Zorba il Greco, dal 26 al 30 agosto in scena.

Al ritmo del sirtaki, gli astanti dal quasi tutto esaurito sono rimasti rapiti dall’intreccio della storia che per tanti anni aveva già affascinato Verona e dall’anno scorso finalmente è ritornata ad averne repliche dopo un’assenza di otto anni, nella cornice del Teatro Romano: i temi amore e morte, guerra e pace, gioia e abbandono, sullo sfondo una luna piena che illumina le scalinate in pietra di un antico teatro greco e alcune statue, quasi a rappresentare un tempo che si è fermato e resta sospeso, come in sogno, a raccontare la ciclicità della vita.

La giovinezza di John, turista americano arrivato in un luogo anonimo della Grecia e affascinato dalle sue tradizioni, trova un amico nel carismatico Zorba, greco di grande apertura e disponibilità, che diventa quasi un maestro di vita per lui. Attraverso il ballo e una musica a volte incalzante, a volte dolce – ed è incredibile come più ci si addentrasse nella vicenda e potessero essere chiari solo dai movimenti, i sentimenti dei protagonisti – è il racconto della loro vita. Dell’amore di John per la bella Marina, giovane vedova, amata però anche da Manolios. La scelta di lei è per John e questo per il popolo è un tradimento, tanto da condannarla a morte.
Lo sconforto guida John ma è Zorba a risollevarlo con un “canto” alla vita attraverso una danza liberatoria, la stessa che a sua volta John donerà a Zorba quando anch’egli perderà un amore della sua vita, Madame Hortense, una ex diva del varietà.


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