Verona protagonista nel videoclip della nuova canzone di Laura Pausini
di Redazione | 18 Settembre 2025C’è qualcosa di profondo che succede quando la musica incontra i luoghi. Non si tratta solo di una questione di scenografia: è un dialogo tra voce, paesaggio e memoria collettiva. Lo sa bene Laura Pausini, che ha scelto Verona come cornice per il videoclip della sua versione di La mia storia tra le dita, celebre brano di Gianluca Grignani che lei ha reinterpretato con delicatezza e intensità.
Non è la prima volta che Verona entra silenziosamente in un videoclip, ma questa volta è diverso: è come se la città stessa diventasse parte integrante della narrazione.
Un videoclip minimale, una città che parla
Il video, diretto dal regista veronese Gaetano Morbioli, non ha scelto il classico approccio spettacolare. Niente balconi di Giulietta o riprese turistiche dell’Arena. La cantante si muove in spazi essenziali – Palazzo Maffei, piazza Erbe e il Lungadige che si affaccia su Castelvecchio – quasi neutri, dove luce e ombra raccontano tanto quanto le parole della canzone. Eppure, chi conosce Verona riesce a riconoscerla in certe atmosfere.
È una scelta artistica precisa: dare valore all’interpretazione vocale e alla profondità del testo, lasciando che l’ambiente suggerisca, ma non imponga.
Verona e la musica: un legame che dura
Laura Pausini non è certo la prima né l’unica artista ad aver scelto Verona per raccontare visivamente una canzone. Nel tempo, la città ha saputo attrarre musicisti di generazioni diverse. La lista è ben nutrita:
- Max Pezzali, che ha cantato L’Universo tranne noi con l’Arena a fare da cattedrale laica dell’amore.
- Giusy Ferreri, che ha dato a Stai fermo lì un’ambientazione urbana e densa di contrasti proprio tra le vie di Verona.
- Anna Tatangelo, che con Senza dire che ha attraversato hotel, ristoranti e scorci densi di charme, rivelando un lato più glamour della città.
- Fino a Cristiano Malgioglio, che ha scelto Villafranca di Verona per il suo Rosa tormento, portando con sé un’estetica kitsch-pop che contrasta ironicamente con la compostezza dei luoghi.
E l’elenco potrebbe andare avanti a lungo. Verona è diventata, silenziosamente, una città-cinema anche per la musica. Non solo teatro per grandi eventi come i concerti all’Arena, ma luogo d’ispirazione per narrazioni più intime.


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