Manuel Fiorito, 19 anni dopo il ricordo è ancora vivo
di Redazione | 5 Maggio 2025In occasione dell’anniversario della scomparsa del Capitano Medaglia d’Argento al Valor Militare (M.A.V.M.) Manuel Fiorito, vittima 19 anni fa dell’attentato occorso nella Valle del Musay in Afghanistan, il Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito ha organizzato una messa a suffragio celebrata nella mattinata di oggi.
La commemorazione in memoria dell’Ufficiale, che, all’epoca dei fatti era in forza al 2° Reggimento Alpini di Cuneo, ha avuto luogo presso la Parrocchia di San Domenico Savio di Verona, alla presenza dei familiari del Capitano Fiorito e del Comandante delle FOTER di Supporto Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, che ha presieduto alle celebrazioni unitamente al Prefetto di Verona Dott. Demetrio Martino, al Questore della città Dott.ssa Rosaria Amato, e alle autorità militari e civili locali.
Al termine della Messa, i presenti hanno reso omaggio all’Ufficiale con la deposizione di una composizione floreale sulla sua tomba, che si trova nel Cimitero di San Massimo.

La motivazione della Medaglia D’Argento al Valor Militare alla memoria
Durante le celebrazioni è stata data lettura della motivazione con la quale è stata concessa al Capitano Manuel Fiorito la Medaglia D’Argento al Valor Militare alla memoria, nella quale si ricordano i momenti salienti dell’attentato in cui ha perso la vita il 5 maggio del 2006: «Giovane Ufficiale Comandante di pattuglia, interveniva sul luogo ove poco prima si era verificato un grave attentato ai danni di un drappello dell’Afghan National Police. Durante l’intervento l’unità veniva a sua volta fatta oggetto di attacco terroristico mediante un ordigno esplosivo comandato a distanza, che procurava il decesso immediato di un militare e il ferimento di altri cinque. L’Ufficiale, nonostante le gravissime ferite riportate, spronava i suoi uomini a mantenere la calma, rassicurandoli sul prossimo arrivo dei soccorsi. Notato un componente della pattuglia ferito seriamente al capo, in un atto di estrema generosità, si trascinava verso di lui nel tentativo di portargli soccorso. L’Ufficiale spirava poco dopo l’arrivo dei rinforzi. Fulgida figura di Comandante che ha saputo infondere, fino all’estremo sacrificio, la forza necessaria per reagire nell’animo dei propri uomini, costituendo ammirevole esempio di coraggio e dedizione ispirato alle migliori tradizioni dell’Esercito e della Patria».

La storia di Manuel Fiorito
Manuel Fiorito è stato un giovane ufficiale dell’Esercito Italiano, nato il 13 febbraio 1979 a Verona. Nel maggio del 2006, all’età di 27 anni, ha perso la vita in Afghanistan durante un attentato nella Valle del Musay, mentre era in servizio al 2° Reggimento Alpini di Cuneo. L’attacco, condotto con un ordigno esplosivo comandato a distanza, ha provocato la morte immediata del maresciallo Luca Polsinelli e il ferimento di altri cinque militari. Nonostante le gravi ferite riportate, Fiorito ha continuato a coordinare i suoi uomini e, notando un commilitone ferito gravemente, si è trascinato verso di lui nel tentativo di prestargli soccorso. È deceduto poco dopo l’arrivo dei rinforzi.
Per il suo eroico comportamento, è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria. In sua memoria, sono stati intitolati un centro sportivo e un parco nei quartieri di Borgo Roma e Borgo Milano a Verona. Ogni anno, il 5 maggio, si svolgono cerimonie commemorative in sua onore, alla presenza delle autorità locali, dei familiari e dei commilitoni.








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