Roberto Mantovanelli

Veronesi Protagonisti 2025: Roberto Mantovanelli

di Redazione | 31 Gennaio 2025

Il Pnrr ha messo a disposizione risorse determinanti per realizzare infrastrutture innovative in grado di creare valore per i territori e una sempre migliore performance dei gestori idrici pubblici. Tra le aziende più lungimiranti Acque Veronesi.

«Le nostre proposte su più linee di finanziamento hanno avuto riscontri molto positivi» spiega Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi e tra i componenti italiani del board di Ape, l’associazione che riunisce i gestori idrici pubblici europei. «Alcuni progetti sono stati avviati, altri sono in partenza. La trasformazione digitale delle reti idriche rappresenta l’inizio di una nuova era, che ci consentiranno una sensibile riduzione delle perdite e vantaggi sia economici sia ambientali».

Capofila dei progetti che hanno portato ai 55,15 milioni di euro di fondi Pnrr intercettati da Acque Veronesi, la nuova dorsale idrica Belfiore-Verona Est: oltre 12,5 km di condotte (di cui circa la metà già posate) per unire le due principali fonti di approvvigionamento idrico della città e della provincia. Un’opera dal costo complessivo di oltre 34 milioni euro, finanziata per oltre 23 con il Pnrr che allo stato dei lavori potrebbe essere conclusa già a fine 2025. 

In corso anche gli interventi per il potenziamento del depuratore di Bussolengo (intervento da 6,3 milioni di euro, finanziato per 1,15 milioni) e il grande progetto per il nuovo essiccatore fanghi del depuratore di Verona, un investimento che vale 14,4 milioni di euro, coperti per 8,6 milioni dai fondi Pnrr.

Fiore all’occhiello è il progetto DRIVer (costo complessivo 31,5 milioni, finanziato per oltre 22 milioni) che vedrà la digitalizzazione di una parte delle reti idriche di Verona e della Lessinia e il cambio, già iniziato, di circa 70 mila contatori di ultima generazione. Un progetto che allinea Verona alle principali capitali europee.

«Lo smart meter è uno strumento che misura e registra i consumi idrici delle utenze e, con una frequenza fissa, trasmette i dati alla centrale operativa. Da queste nuove apparecchiature è possibile acquisire anche informazioni relative a possibili rotture o anomalie – precisa Mantovanelli -. Le informazioni, oltre a fornire misure più precise e frequenti evitando le stime di consumo, e quindi migliorando il servizio di fatturazione, permette di implementare i modelli previsionali sul funzionamento della rete idrica e quindi di efficientare le pressioni, riducendo sensibilmente le perdite nei territori oggetto dell’intervento».

Il progetto riguarderà le reti idriche dei comuni di Verona, Grezzana, San Martino, San Giovanni Lupatoto, Buttapietra, Bosco Chiesanuova, Cerro, Erbezzo, Roverè, San Mauro di Saline, Velo, Sant’Anna, Fumane e Tregnago, per un totale di 323 mila abitanti serviti. Le attività si concluderanno nel marzo 2026 con la digitalizzazione di circa 2550 chilometri di acquedotto.

L’acqua nelle malghe della Lessinia

Nella pianificazione di Acque Veronesi significativa l’attenzione alla montagna, che ha visto di recente l’adeguamento alla dorsale Peri-Michelazzi e l’avvio del progetto Malghe: «Acque Veronesi ha investito per il territorio montano oltre cento euro ad abitante anno” conclude Mantovanelli “una media molto superiore a quella nazionale nel servizio idrico». Dall’anno scorso è attivo il nuovo acquedotto Peri-Michelazzi, con il raddoppio delle portate in favore dei comuni lessini. Ed è di qualche settimana fa l’avvio del progetto malghe: 21 km di condotte per

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