Ricordando l’artista Giampiero Castagna
di Alessandra Scolari | 25 Luglio 2024Amava la vita e l’armonia. Ha contribuito alla crescita del Circolo Artisti e poi di GrezzanArte e dell’Associazione “La Macia de Color”. Era un “Maestro d’arte” e di vita, rispettoso degli altri e sempre positivo «una brava persona, sapeva farsi voler bene da tutti ed era sempre disponibile», ha sottolineato anche il fratello Luca. Giampietro Castagna se ne è andato martedì 14 maggio scorso in silenzio, come è vissuto, portando con sé la sua storia e i suoi colori.
Giampiero era nato nel 1954 e, fin dall’infanzia, aveva mostrato la sua attitudine a disegnare e a dipingere. Finite le scuole medie, si era iscritto al liceo artistico statale “Napoleone Nani” e aveva conseguito il diploma di “Maestro d’arte” e, poiché non gli bastava, aveva preso anche un secondo diploma in “Arte applicata”, acquisendo tutte le basi teoriche per l’arte pittorica, che peraltro restò il suo hobby preferito. I suoi maestri sono stati i pittori veronesi Moreno Zoppi, Umberto Simili e il critico d’arte professor Gianluigi Verzellesi.

L’artista aveva seguito il filone degli “Impressionisti”, rappresentando la quotidianità, cogliendo due essenziali elementi: la gioia – inondando i dipinti di freschi colori – e la tristezza, aggiungendo alle figure quel leggero contorno nero per accentuarne le forme. Il suo maestro preferito era Vincent Van Gogh, dal quale ricavava l’impressionismo nella versione che identificava la pittura con la realtà, vivendo l’una e l’altra con profonda sensibilità umana. Anche Giampiero nelle sue opere esprimeva i suoi sentimenti: i suoi colori, brillanti, forti e dialoganti tra loro, trasmettono agli osservatori l’interesse e la tranquillità dell’anima.
I critici d’arte hanno definito la sua pittura “propria” o “macchia” per la forza vitale che quelle pennellate decise e sicure trasmettono. Riconoscibili ovunque i suoi dipinti, forse per l’azzurro, colore del cielo che la fa da padrone. Il visitatore rimane colpito dall’abbinamento dei brillanti colori, prima ancora del soggetto descritto nel quadro. Colori che sembrano andare in contrasto con la personalità dell’autore presente, sensibile e sempre accomodante.
Innumerevoli le mostre personali e collettive a cui ha partecipato Giampiero e i riconoscimenti ottenuti. In una delle ultime collettive a Grezzana, a tema “la donna”, Giampiero aveva presentato due opere: “La donna inghirlandata” in attesa di un incontro galante o di entrare in scena, pronta a scattare e diventare protagonista, abbinata all’altro dipinto “la borsa dello spettacolo”, gettata lì con noncuranza, abbandonata, seppur contenente tutto l’occorrente.
Che dire di Giampiero e gli sport? Si era appassionato a tante discipline: dal judo allo sci, dal nuoto all’atletica, dalla bici alle passeggiate, là in mezzo alla natura. Il suo magnifico quadro “L’albero” forse è nato lì. Il tronco, seppur contorto, sta in mezzo al dipinto, toccando cielo e terra: un’unione che dà l’idea, misteriosa, della continuità della vita.
Giampietro ha lasciato la mamma Graziella alla quale, in questi ultimi anni, pensava in ogni momento, la moglie Gabriella, i figli Simone e Andrea, il fratello Luca e una lunga scia di amici artisti e non, che con lui hanno condiviso vita ed hobby. Tutti, Associazioni di cui faceva parte comprese, lo ricorderanno sempre con tanta gratitudine. GrezzanArte ha già allestito una mostra postuma delle sue opere alla gelateria Ciao di Grezzana, visitabile fino al 31 luglio 2024.


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