Cosa è restato degli anni ’80. Stagione 1 – Episodio 15: i videogames
di Fabio Fabbrizi | 15 Luglio 2024Per un periodo, mio zio Alberto ha preso in gestione un bar. Quando lo andavo a trovare, con mia immensa gioia, mi dava sempre un bicchiere pieno di monete (non ricordo esattamente la taglia) e io mi avvicinavo al cabinato per iniziare la mia partita ad “Asteroids”, arcade sparatutto della ATARI prodotto nel 1979. Pensate che la CPU (il “processore”) che gestiva il gioco aveva una velocità di 1,5 MHz mentre la Playstion 5 ben 3,5 GHz, quindi 3500 volte più veloce. Ne consegue che, paragonati ai videogames di oggi, la grafica di “Asteroids” si può definire estremamente minimale: schermo nero, astronave a forma di triangolo bianco ferma a centro schermo, asteroidi a forma di poligoni irregolari che gli girano tutt’intorno. Tanta roba se paragonata alla console da casa che mi era stata regalata per Natale, che conteneva i giochi del calcio e del tennis dove i giocatori erano raffigurati con segmenti che si muovevano solo in alto e in basso per far rimbalzare una pallina bianca su schermo nero. Preistoria, si potrebbe definire. Ma quanti momenti felici!
A metà degli anni ‘80 arrivano due console decisamente più potenti e con giochi che hanno fatto la storia: il NES (Nintendo) con Super Mario e il SEGA Master System seguito dal Mega Drive.
Nonostante non sia mai stato colpito dalla “febbre del (video)gioco”, nel corso degli ultimi anni le ho acquistate tutte, per il gusto di quel RETRO-GAME che mi sblocca ricordi. Non posso certo dimenticare i pomeriggi dopo-scuola passati con gli amici alla Sala Giochi Florida, a due passi dall’Arena, a far esplodere la Morte Nera pilotando, in un cabinato chiuso, un Ala-X in Star Wars oppure sfidando mille avversità per salvare la principessa rapita nel gioco a cartoni animati Dragon’s Lair.
E via, verso nuove avventure. Alla prossima.


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