Cosa è restato degli anni ’80. Stagione 1 – Episodio 9: i Gunpla di Gundam
di Fabio Fabbrizi | 17 Novembre 2023È un vero e proprio mito per gli abitanti del Sol Levante, tanto da essere riprodotto nel 2009 a grandezza naturale (il primo dei quattro oggi esistenti, di cui uno in grado di muoversi) e che, con i suoi 18 metri di altezza, è diventato una delle attrazioni più visitate a Tokyo: GUNDAM.
Tutti sognavamo di averne uno (in scala 1/144), ma non era così facile: non vennero largamente distribuiti in Italia negli anni ‘80 e così, solo qualche anno fa, ho recuperato un lotto di Gunpla (Gundam Plastic Model) prodotti all’epoca dalla Bandai, direttamente da un collezionista giapponese.
Si assemblano facilmente, senza colla e sono semplici ma bellissimi. Oggi invece esistono dettagliatissime versioni, con vari gradi di rifiniture (e conseguenti indispensabili abilità di montaggio) e gli appassionati li montano, li colorano e li inseriscono in scenari ricostruiti chiamati Diorama. Alle fiere specializzate ne vedo talmente tanti da farmi crepare d’invidia, ma poi capisco che, con il bassissimo grado di pazienza che mi ritrovo, sarebbe per me impossibile anche solo ipotizzare di costruirne uno.
I cartoni animati della prima serie vennero messi in onda da Telemontecarlo nel 1980: 43 episodi e non vennero neanche trasmessi tutti, come scoprii in seguito.
L’opera assume toni tali da essere apprezzata anche da un pubblico adulto, forse per quello è rimasta meno nei cuori dei bambini italiani divoratori di cartoni animati in TV, tra una partita a calcio e una merendina del Mulino, e da molti rivalutata solo in tempi più recenti.
Niente invasioni aliene, questa volta: Gundam tratta il tema della guerra in modo più realistico e i robot, chiamati Mobil Suit, non sono i veri protagonisti delle storie, bensì armi tecnologicamente avanzate utilizzate da giovanissimi soldati costretti a combattere guerre che spesso non comprendono e ripudiano.
Alla prossima, つづく(ndr, per chi se lo fosse chiesto, vedendolo al termine degli episodi, significa semplicemente “continua”)


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